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Comacchio, sgominata la banda dei trattori

di Marcello Pulidori
Comacchio, sgominata la banda dei trattori

I carabinieri di Comacchio arrestano 8 persone. I mezzi rubati erano destinati al mercato africano

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COMACCHIO. Talmente organizzati da essere in grado di fare arrivare dal Marocco libretti di circolazione e altri documenti contraffatti e di disporre di veri e propri ordinativi, il tutto col fine ultimo di fare arrivare in Marocco trattori rubati a Comacchio e dintorni, caratteristiche tali da configurare la banda come un autentico sodalizio criminale. I carabinieri della compagnia di Comacchio, coordinati dal tenente Andrea Coppi, in collaborazione con i colleghi del comando provinciale di Ferrara, hanno arrestato 8 persone, componenti dell’organizzazione dedita per lo più al furto e alla ricettazione di trattori. I mezzi agricoli, travisati, venivano fatti arrivare fino al porto di Genova, da dove le navi prendevano il largo destinazione il Marocco. Nel Paese africano, come gli stessi carabinieri hanno potuto verificare e come hanno illustrato ieri nel corso di una conferenza stampa alla presenza del capitano Giacomo Gandolfi e dello stesso Coppi, una seconda, e simile, organizzazione criminale garantiva il flusso costante dei documenti falsi. Un’indagine iniziata a metà 2015 e che ha portato ad esiti di estremo rilievo. Non c’era difatti soltanto il traffico illegale di mezzi rubati: i militari in più di una circostanza hanno dovuto agire con la massima cautela in quanto i filmati realizzati e l’attività di pedinamento avevano portato gli inquirenti alla certezza che i componenti della banda fossero tutti armati. Otto, come si diceva, le persone finite in carcere, e varie le tipologie di reati cui dovranno rispondere: si va dal furto aggravato, alla ricettazione, all’appropriazione indebita, fino (nei casi più gravi) all’associazione per delinquere e alla tentata rapina a mano armata. Tutto è iniziato grazie ad una perquisizione effettuata dai carabinieri di Porto Garibaldi che nell’ottobre 2015 rinvennero 3 mezzi sospetti nelle pertinenze dell’abitazione di uno degli arrestati: un fuoristrada, un camion da 35 quintali ed un ciclomotore rubato. I mezzi riportavano targhe bulgare e fecero pensare ai carabinieri che si potesse trattare di un commercio illegale di macchine e trattori. I successivi controlli avevano inoltre consentito di accertare che tutti gli automezzi avevano subìto l’alterazione del numero del telaio, reso irriconoscibile ed illeggibile nel caso questi mezzi fossero finiti (come poi è accaduto) nella rete degli investigatori. Dalle ulteriori indagini svolte dai carabinieri sono emersi infine altri decisivi elementi a suffragare il lavoro dei militari: la gran parte delle persone coinvolte nell’indagine (che ha toccato anche le province di Ravenna e Bologna) sono di nazionalità marocchina, così come è stata accertata la responsabilità di alcuni insospettabili. I controlli finali hanno portato i carabinieri a sequestrare libretti di circolazione e targhe false. Uno dei capi del sodalizio criminale si troverebbe attualmente in Marocco.

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