Adesso il prefetto rischia il posto
Tortora vicino al trasferimento: «Non ho notizie e resto sereno»
La gestione della vicenda di Gorino, con la requisizione dell’ostello e la successiva marcia indietro dopo la reazione del paese, potrebbe costare il posto al prefetto Michele Tortora. Ieri si sono susseguite le indiscrezioni di agenzia sulla eventualità di una sostituzione, non una rimozione in tronco ma un trasferimento da ufficializzare in uno dei prossimi Consigli dei ministri.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.14306732:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2016/10/25/news/barricate-a-goro-respinti-i-profughi-1.14306732]]E in effetti sia dalle parole del ministro Angelino Alfano, che da quelle del premier Renzi («forse è mancato qualcosa sia da parte nostra, dello Stato, ma anche del dialogo nel merito»), sembra trasparire una scarsa soddisfazione per il modo con il quale è stata gestita la vicenda. «Trasferimento? Non ho segnali in questo senso, del resto quando sono stato trasferito da Como a Ferrara l’ho saputo il giorno stesso, dalla nota ufficiale - commenta il prefetto con la sua usuale pacatezza - Sono qui da tre anni, ci può stare tutto e non ho commenti da fare su eventuali relazioni con le vicende di Gorino: resto sereno».
A difendere Tortora, come l’intera categoria dei prefetti, ci pensa il presidente dell’Associazione prefettizi. «Il trasferimento di Tortora sarebbe un delusione, un disconoscimento delle qualità e capacità di un prefetto dal significativo curriculum - ha detto Antonio Corona - È improprio valutare quanto accaduto a Gorino come un arretramento dello Stato. [[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.14317400:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2016/10/27/news/in-fuga-da-morte-e-abusi-ecco-le-ragazze-respinte-1.14317400]] Se ci si fosse voluti imporre con la forza, non ci sarebbero state barricate che avrebbero potuto impedirlo. Il prefetto di Ferrara ha deciso altrimenti, ha evidentemente valutato sostanzialmente improduttivo, e forse persino inutile e controproducente in quelle circostanze, mostrare i muscoli, andare allo scontro. Traumatizzare oltremodo quel pugno di donne e bambini, che in questa nostra Italia hanno scorto un’ancora di salvezza».
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