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Schiavina perde la sua ultima volata

di Maurizio Barbieri
Schiavina perde la sua ultima volata

L’ex campione è morto all’ospedale Maggiore di Bologna dove si trovava ricoverato da oltre un mese dopo un incidente

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MIRABELLO. Samuele Schiavina non è riuscito a vincere la sua corsa più importante quella contro la morte. Dal 22 settembre ovvero da quando aveva avuto un incidente con la sua motocicletta perdendo il controllo della moto finendo contro un muretto di un’abitazione a Reno Centese le sue condizioni sono sempre state appese ad un filo. Ricoverato in rianimazione all’ospedale Maggiore di Bologna i medici hanno fatto il possibile per strapparlo alla morte. Nella giornata di mercoledì le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate a causa di un’emorragia cerebrale dovuta alle varie infezioni che aveva in varie parti del corpo e alle 5 di ieri mattina il suo cuore ha cessato di battere. «Sapevamo che sarebbe stata una battaglia lunga e difficile - ha detto il cugino Claudio Branchini - che il periodo critico non era ancora stato superato ma la speranza era sempre viva. E invece...»

Già nella prima mattinata di ieri la notizia si è sparsa a Mirabello e nel mondo ciclistico. Tante le attestazioni al lutto arrivate ai familiari e apparse sui vari social network. Nonostante Schiavina non gareggiasse più da anni era sempre legato al mondo del ciclismo che lo aveva visto gareggiare tra la metà degli anni Novanta e l’inizio del Duemila con campioni del calibro di Davide Boifava, Claudio Chiappucci, Ivan Basso e per tre anni anche con il compianto Marco Pantani nelle file della Carrera prima e dell’Asics poi. Proprio con quest’ultima maglia Schiavina partecipò al Tour de France (quinto ferrarese al via della classica corsa dopo Attilio Lambertini, Dino Bruni, Alessandro Rimessi e Gilberto Vendemiati Schiavina si piazzò al 147° posto).

Al momento dell’incidente Schiavina stava ritornando a casa dal lavoro. Erano passate da poco le tredici e stava percorrendo la strada provinciale 465 di Correggio-via per Ferrara. Aveva da poco ultimato il turno di lavoro alla Unifer, una realtà specializzata nello studio e realizzazione di componenti per marmitte (impianti scarico gas), con particolare riguardo al settore automotive che ha sede in via Maestri del Lavoro 1 e dopo aver percoso circa un paio di chilometri all’altezza i una curva tra “La Cremona garden” e la Falegnameria Gilli poco dopo il paese di Reno Centese, Schiavina ha perso il controllo della motocicletta, una Ktm 660, finendo fuori strada. Schiavina ha strisciato per diversi metri sull’asfalto finendo nel fossato e poi contro il muretto in cemento a recinzione di un casa. Sono stati i collegi di lavoro, riconoscendo la moto di Schiavina, a fermarsi a chiamare i soccorsi. Trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Maggiore di Bologna dove è rimasto per tutto questo tempo. Essendo deceduto a seguito delle ferite riportate in un inciente stradale ora la questione è passata in mano alla procura di Bologna che dovrà decidere se disporre o meno l’autopsia. Difficile al momento ipotizzare quando si faranno i funerali. Si sa solo che si svolgeranno a Mirabello.

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