Appello della Caritas diocesana: cerchiamo case per donne e bimbi
La Caritas diocesana attraverso le sue strutture è impegnati da anni nel servizio di accoglienza di profughi. Come ha ribadito anche il vicario generale monsignor Massimo Manservigi a commento dei...
La Caritas diocesana attraverso le sue strutture è impegnati da anni nel servizio di accoglienza di profughi.
Come ha ribadito anche il vicario generale monsignor Massimo Manservigi a commento dei fatti di Gorino: «l'arcidiocesi si è sempre schierata in prima fila nell'affrontare ogni richiesta di ospitalità e nel fare tutto quanto è in suo potere. Lo dicono i numeri sugli ospiti accolti e lo dicono le strutture messe in campo».
In totale sono 70 le perone profughe ospitate in strutture messe a disposizione della Caritas: 65 donne e 5 bambini.
Proprio il direttore della Caritas di Ferrara, Paolo Falaguasta, fa il punto del sistema accoglienza dell’ente diocesano.
«Trenta persona - spiega - si trovano nella nostra struttura più capiente costruita proprio per dare un tetto e cibo a chi arriva a Ferrara in prima accoglienza. Un’altra quarantina di persone sono sparse in altre sette strutture, tra case a appartamenti. Le donne da noi ospitate provengono da stati africani: Nigeria, Costa d’Avorio, Togo e Mali. Dei cinque bambini che ospitiamo, tre sono nati da pochi mesi, uno ha tre anni e un altro 10 anni».
A questo proposito la macchina organizzativa della Caritas è in movimento per ospitare altre persone.
«Cerchiamo gente disposte ad affittarci locali e appartamenti in comodato d’uso - dichiara Falaguasta, lanciando una sorta d’appello alla comunità ferrarese non solo della città di Ferrara, ma dell’intera provincia - solitamente facciamo contratti di un paio d’anni, pagando le utenze domestiche, dall’acqua, al gas alla luce e alla restituzione è prevista la restituzione del locale come era stato consegnato».
Grazie alla catena di solidarietà che da decenni muove il motore della solidarietà tra parrocchie ed enti diocesani, la Caritas è in grado di erogare anche numerosi cibi, vestiario e prodotti di prima necessità per le persone straniere che vengono ospitate nelle strutture di prima accoglienza, per arginare questa emergenza profughi, destinata nei prossimi mesi ad aumentare sensibilmente. «La Caritas diocesana - come ha ricordato il vicario generale Manservigi - è l espressione massima della cura ecclesiale per ogni forma di povertà, ha costantemente collaborato con le istituzioni civili per far fronte alle grandi emergenze di questi giorni , ma sono state mobilitate anche tutte le realtà associative di ispirazione cattolica, impegnate in uno sforzo che, oggettivamente, sta sempre più investendo una percentuale considerevole delle energie della diocesi».
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