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Confesercenti guida la rivincita dei negozi sugli ipermercati

Confesercenti guida la rivincita dei negozi sugli ipermercati

Una ricerca rivela: scarto di prezzi minimo rispetto alla Gdo a Ferrara. Un incontro di approfondimento e degustazioni in piazza

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FERRARA. «Non è per niente scontato che sia più conveniente rivolgersi alla grande distribuzione, anziché al commercio al dettaglio. Anche considerando il consumo esasperato di suolo che arriva con gli ipermercati e lo stile di vita che impongono ai consumatori». Confesercenti parte all'attacco sfoderando un sondaggio cui allega un'analisi dei prezzi, che prende in considerazione alcuni prodotti di largo consumo (pane, pasta, carne, verdura, frutta e caffè): ebbene, il paniere medio nella grande distribuzione organizzata sarebbe di 34,40 euro contro i 37 dei piccoli negozi. «Uno scarto del 7% - sostiene il direttore Alessandro Osti - che scende al 3%, ovvero a 80 cent, se si tralascia la fettina di carne, su cui la distanza di prezzo è piuttosto corposa. Non parliamo quindi di differenze abissali, specie se si nota la comodità dei piccoli esercizi sotto casa».

Poi arriva il questionario, sottoposto a 370 cittadini, metà di Ferrara e metà della provincia. Prima una valutazione sul proprio sistema urbano: in una scala da 1 a 10, voto medio 5 per manutenzione strade ed edifici, oltre che per la sicurezza; sufficienza per una serie di altre voci e 7 per gli eventi e le iniziative organizzate; soddisfazione per la qualità dell'offerta di negozi e ristoranti. Proprio botteghe e negozi, per gli interpellati, sarebbero le tipologie di attività su cui investire maggiormente se si punta a qualificare il quartiere in cui si vive, precedendo opzioni come la manutenzione dell'arredo urbano e i luoghi di aggregazione. Un plebiscito infine (con punte di sì oltre il 90%) circa il riconoscimento che la presenza di botteghe e pubblici esercizi sia decisiva, anche per migliorare la sicurezza ed evitare lo spopolamento. Confesercenti trae forza da questi numeri: «Non è vero che evochiamo il passato - premette il presidente Paolo Benasciutti, affiancato da Alessandro Orsatti e Davide Trombini -, siamo attenti ai cambiamenti. Va compreso il ruolo fondamentale della piccola impresa. Realtà che investono sul proprio territorio, creano ricchezza e occupazione». Convinzioni che saranno ribadite nell'assemblea annuale denominata “La città che vorrei”: appuntamento stasera, 28 ottobre, alle 20.30 in Camera di Commercio, con interventi del sociologo Enrico Finzi, dell'architetto Elena Franco, del segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni, oltre che del sindaco Tiziano Tagliani. Domani e domenica si prosegue con una piccola fiera in piazza Trento Trieste: spazio a degustazioni (offerte all'Associazione Giulia), sketch della Straferrara, laboratori per imparare a fare la sfoglia, la pizza e i cocktail, visite guidate alla città e un annullo postale con timbro della manifestazione.

Fabio Terminali

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