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Due aziende e tre privati cittadini pagano il restauro del colonnato

Con quasi 9mila euro di contributo Art bonus sarà sistemata l’ala ovest di piazza Municipale In cambio gli “sponsor” resteranno per due mesi sulla copertura del cantiere: è la prima volta

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Gli archi e le colonne dell’ala ovest di piazza Municipale non erano mai state restaurate a memoria d’uomo. C’è voluto l’intervento di due aziende e di tre cittadini, due ferraresi e uno di Crevalcore, per metterci mano seriamente, far pulizia di polvere e incrostazioni, e di vecchie e brutte stuccature, restituendo il marmo del colonnato e il cotto lavorato degli archi all’aspetto originario. Loro, i nuovi mecenati che nel complesso hanno investito in quest’operazione circa 9mila euro, sono stati ricompensati con i ringraziamenti del Comune alla conferenza stampa di ieri alla sala dell’Arengo e, nel caso delle due aziende, con una maxi-affissione pubblicitaria nelle coperture del cantiere che sarà avviato nelle prossime ore. «È la prima raccolta di fondi dell’Art bonus, che consente anche sgravi fiscali - fa presente l’assessore Aldo Modonesi - Per il futuro si potrebbe pensare al restauro della statua dell’Ariosto, e lavorando anche con i fondi del Ducato Estense, del colonnato di piazza Ariostea».

Le due aziende sponsor, la clinica Quisisana e la concessionaria Bmw ErreEffe group, occuperanno per due mesi poco più di 13 metri quadrati a testa del telo di copertura dell’impalcatura pagando peraltro sia le tasse relative che la copertura, «è un risultato atteso da anni, questa collaborazione tra pubblico e privato sulle opere pubbliche - ha esultato Raffaele Maragno, dell’agenzia Dinamica Media - È possibile da sei mesi grazie ad una modifica del Regolamento comunale, e garantisce interventi a costi quasi zero per l’amministrazione. Queste maxi-affissioni sono un inedito per la città». L’impatto, questo è certo, sarà forte, un po’ come succede a Venezia, Firenze, Roma o Bologna. «Aziende che ricevono dal territorio devono restituire qualcosa» hanno concordato Giorgio Piacentini (Quisisana) e Nicolò Cester (ErreEffe). Merita una citazione Francesco Capri, 38enne di Crevalcore, che ha deciso di adottare una colonna assieme ai ferraresi Max Tonioli e Francesco Marchetti in quanto «patito delle mostre dei Diamanti».

Il cantiere sarà curato dalla restauratrice Federica Bartalini, quasi sponsor anche lei visto che lavorerà con la sola copertura dei costi: «Toglieremo croste e annerimenti, lavorando a step successivi e l’arco di via Garibaldi sarà sempre aperto». Ha contribuito anche la Fondazione geometri, «il progetto è partito tanto tempo fa, lo schema dell’Art bonus si potrebbe applicare anche al mantello del Savonarola ed altri piccoli interventi» ha annotato Daniele Bregoli. E di strumento «veramente utile, dobbiamo riconoscerlo al ministro Dario Franceschini» ha parlato Davide Urban, direttore Ascom. Per avvicinare i monumenti “etichettati” di Venezia la strada è lunga, ma il primo passo è stato compiuto.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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