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«Furbetto del terremoto? Dimostrerò che non è vero»

«Furbetto del terremoto? Dimostrerò che non è vero»

Parla Gianluca Alberghini, imprenditore a processo per truffa alla Regione L’accusa, incassò fondi per lavori non eseguiti: «Ho prove per smentire il pm»

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E’ accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato, Gianluca Alberghini, rappresentante legale della ditta Far di Dosso, e dovrà difendersi da questa accusa al processo che si aprirà il 14 dicembre davanti al tribunale di Ferrara al quale, fin da ora, confida di dimostrare la propria estraneità. «Le mie argomentazioni saranno espresse al processo, ma tengo subito a precisare che la società non è parte della vicenda processuale ed é una realtà consolidata da tempo: comprendo sia necessario dare delle spiegazioni, come avverrà in dibattimento».

Ci spieghi subito, lei è un furbetto del terremoto, come l’abbiamo chiamata, o vittima di questa situazione?

«Sono coinvolto in una situazione che é doveroso chiarire fino in fondo: sono certo che l'istruttoria dibattimentale e l'esauriente documentazione, di cui dispongo, dimostrerà la mia estraneità ai fatti».

Secondo l’accusa, lei ha fatto eseguire lavori per oltre 2 milioni di euro, regolarissimi, e solo una parte di questi, la tranche di quasi 650 mila euro è ritenuta non dovuta, un raggiro alla Regione, reato da cui si deve difendere: perchè le contestano questo?

«L'accusa sostiene che una parte dei lavori di ripristino dell'immobile colpito dal sisma non sia stato eseguito: vi è documentazione ed ulteriori elementi di prova che abbiamo prodotto che contrastano con la ricostruzione formulata dal pm: faccio però presente sin da ora che tutti i lavori di ristrutturazione legati al terremoto sono stati verificati e constatati di persona sia da tecnici sia da funzionari della Regione e vi sono ovviamente verbali che testimoniano i controlli effettuati».

Lei è coimputato con altre persone, con alcune per una società ritenuta una “cartiera”, altre accusate di riciclaggio: secondo gli inquirenti queste triangolazioni sono le prove del raggiro realizzato. E’ così?

«Innanzitutto, preciso che in questo processo non sono in alcun modo coinvolto o imputato di riciclaggio (solo tre imprenditori, ndr). Posso dire che per effettuare i lavori necessari per consentire alla mia azienda di poter proseguire l'attività, ho fatto fronte con le mie risorse alle relative spese, dovendo ricorrere anche a prestiti bancari e solo in un secondo tempo la Regione é intervenuta, versando quanto anticipato».

La somma che si ritiene truffata a quanto ammonta?

«L'importo che mi viene contestato ammonta a circa 243 mila Euro, non a 650 mila come sostenuto dalla stampa. La Regione ha versato fondi solo successivamente e dopo diverso tempo, non prima però di aver effettuato attenti controlli a tutta la documentazione. Le triangolazioni che vengono menzionate fanno riferimento a rapporti tra soggetti e società che non mi coinvolgono affatto». (d.p.)

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