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L’alleanza socio-sanitaria Asp e Asl si integrano

L’alleanza socio-sanitaria Asp e Asl si integrano

Nella Casa della Salute (ex Sant’Anna) traslocano Area Anziani e Area Adulti I due servizi, finora attivi in via Ripagrande, trasferiti nell’anello. Cosa cambia

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Sulla scrivania c’è un vaso di ciclamini. Forse non significa niente. Forse è il segno rivelatore che le persone che dal 31 ottobre lavoreranno negli uffici del Segretariato socio sanitario allestito nella Casa della Salute ritengono che si stia facendo la cosa giusta e allora insieme alla professionalità ci mettono anche un po’ di sentimento per rendere più accoglienti i rinnovati ambienti. L’idea di trasferire nell’anello dell’ex Sant’Anna un pezzo di Asp e di coniugarlo con i servizi sanitari già presenti è nata tre mesi fa e in novanta giorni si è tradotta in realtà, una specie di record visti tempi della burocrazia, tanto che protagonisti e spettatori del trasloco faticano ancora a crederci. Pare che la parola chiave sia “motivazione”. È una parola che piace al direttore generale dell’Asl Claudio Vagnini e davanti alla scrivania con il ciclamino la fa sua: «Anch’io ho una motivazione: vorrei tanto trasferirmi qui con la direzione generale». Purtroppo non basteranno tre mesi per traslocare l’amministrazione dell’Asl da via Cassoli a corso Giovecca, serve più tempo e molto denaro. Ma è un’altra cosa giusta e sensata da fare quella di concentrare nell’ex ospedale - luogo caro ai ferrarresi - i servizi sanitari, quelli socio-assistenziali e le direzioni in modo che i cittadini abbiano un solo luogo in città dove dirigersi.

Concentrarsi e integrarsi (a partire da Asl e Cona) sono i comandamenti da seguire per risparmiare sui costi e per migliorare la qualità delle prestazioni. Poichè è più facile a dirsi che a farsi ieri l’unione civile tra Asl e Asp ha avuto come testimoni, oltre al dg Vagnini, il sindaco Tiziano Tagliani, l’assessore Chiara Sapigni, la presidente dell’Asp Angela Alvisi, la direttrice generale dell’Asp Federica Rolli, la dirigente del Distretto Centro Nord-Asl Chiara Benvenuti, cui si sono aggiunti dopo il taglio del nastro medici, infermiere, assistenti sociali, ausiliari variamente coinvolti nel progetto, che è stato messo a punto da un gruppo di lavoro misto formato da Morena Benini, Sandra Bombardi, Valentina Marzola, Marilena Marzola, Mara Migliari, Caterina Montanari, Luga Paganini e Chiara Toni.

Da lunedì 31 in via Ripagrande 5 resterà solo il segretariato socio sanitario dell’Area Minori (469 accessi nel 2015), mentre si trasferiranno in corso Giovecca l’Area Anziani (984 accessi) e l’Area Adulti (439 accessi). Il nuovo Segretariato socio-sanitario è situato al piano terra Settore 1: è costituito da una sala d’attesa, che comunica con un piccolo ufficio dove il cittadino che cerca aiuto, che manifesta un bisogno incontrerà l’operatore di accoglienza, che ha il compito e la responsabilità di indirizzare la persona nella giusta direzione; oltre il piccolo ufficio che fa da filtro in tutti i sensi, ci sono gli assistenti sociali; altra figura chiave è quella dell’infermiere coordinatore della Casa della Salute. L’obiettivo è quello di costruire un’integrazione in grado di rispondere in modo rapido ed efficiente alle domande di aiuto di natura sanitaria che sconfinano nel sociale e viceversa nelle domande di aiuto sociale che sconfinano in campo sanitario. La sperimentazione durerà un anno, ma questi sono processi che, di fatto, non prevedono retromarce, al massimo accelerazioni in avanti. Tagliani sottolinea che «siamo davanti a uno di pochi casi in Emilia Romagna di concreta integrazione fra azioni sanitarie e azioni di carattere sociale». Alvisi aggiunge che l’integrazione riesce bene se «si fa con la volontà delle persone». Rolli conferma: «Il gruppo di lavoro è partito pensando solo all’Area Anziani, mentre partiamo anche con l’Area Adulti». Per Vagnini integrazione fa il paio con equità: «Penso a una Casa della Salure come casa dei cittadini con servizi aperti a tutto e a tutti. Quello di cui parliamo oggi è un modello da esportare in altri Comuni».

Marcello Pradarelli

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