La provocazione dell’odalisca
Duecentocinquanta manifesti per la quadreria portata a Rovigo
Un’odalisca ammicca provocatoriamente da 250 manifesti pubblicitari affissi in città sotto il grande titolo “ARTE E SCIENZA”. Più in piccolo, nel sommario, il manifesto indica genericamente il luogo dell’appuntamento: “in ospedale”. Sotto l’immagine uno strillo fornisce un ulteriore indizio: “Renzo Melotti per Rovigo”. Fine della caccia al tesoro. Nessuna traccia del giorno e dell’ora in cui sarà possibile incontrare l’odalisca.
Non sembra una dimenticanza nè un lapsus tipografico, quanto piuttosto uno sberleffo a Ferrara tirato dal gallerista Melotti che s’è visto costretto a ricoverare altrove la Quadreria del Sant’Anna. Le 200 opere che anni fa Melotti aveva donato all’ospedale e arredavano l’anello, le corsie e le sale d’attesa dell’ex ospedale di corso Giovecca non hanno trovato posto negli spogli corridoi di Cona. Dopo aver incassato tanti no a Ferrara dai dirigenti della sanità, Melotti ha strappato il sì di Rovigo. È nell’ospedale Santa Maria della Misericordia che l’«Odalisca» dipinta da Salvatore Fiume attende di essere ammirata assieme a molte altre opere che hanno oltrepassato il Po nel segno della mobilità artistica passiva. Ma Ferrara non lo deve sapere dove è il rendez-vous non essendosi presa cura della Quadreria.
I doveri della cronaca impongono però di svelare che il vernissage è domani alle 11 in viale Tre Martiri 89 a Rovigo e anche di informare che tra i sostenitori dell’iniziativa - accanto a Comune e Provincia di Rovigo, a Regione Veneto, a ministero della Salute e Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - spicca il Mibac. Ebbene sì. Sarà proprio il ministero retto dal ferrarese Dario Franceschini a patrocinare il trasloco in terra rodigina dell’Odalisca e delle tele consorelle. L’intristito Melotti ora si gode la nemesi.(m.p.)
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