La Nuova Ferrara

Ferrara

Profughi, tocca agli ex ospedali a partire da Tresigallo

di Marcello Pulidori
Due profughe reduci dalla notte di Gorino
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Due profughe reduci dalla notte di Gorino

Ispezioni dell’Asl nella struttura: c’è posto per circa venticinque persone. Il sindaco Brancaleoni: per ora solo ricognizioni

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FERRARA. Finora i migranti in arrivo sono stati sistemati in strutture riconducibili ad istituzioni come i Comuni e la Provincia (con tutto il carico di incertezze che oggigiorno avvolgono le Province): da un paio di giorni la strategia di ospitalità voluta dalla prefettura e via via trasmessa agli organi che compongono la cosiddetta catena istituzionale (sindaci, associazioni, e così via) sta mutando. La scarsità di alloggi ha in qualche modo aperto nuovi scenari logistici e tra questi gli ex ospedali (come quello di Tresigallo) sono stati i primi ad essere presi in considerazione. Eccolo, allora, il caso Tresigallo. Tocca agli ex ospedali, tocca a questi edifici in parte dismessi in parte solamente non utilizzati, ospitare (eventuali) altri profughi in arrivo. All’ex ospedale da qualche giorno sono in corso ispezioni da parte di tecnici e responsabili dell’Asl (che tra l’altro è proprietaria dell’immobile), ispezioni che dovranno stabilire se i locali preliminarmente individuati sono idonei ad accogliere eventuali rifugiati. Insomma, se luce, gas e altri servizi essenziali sono attivi. Stando alle ultime, gli impianti elettrici sarebbero da rivedere, mentre gli spazi riservati agli (eventuali) profughi verrebbero ricavati in una porzione di fabbricato staccata da quella in cui sono ancora attivi alcuni servizi sanitari (esempio, Centro Unico Prenotazioni). Parte di fabbricato che potrebbe ospitare all’incirca 25 persone. Il sindaco attende, non a caso, che l’Asl comunichi l’esito di queste ispezioni.

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Chiariamo: non c’è soltanto Tresigallo interessato come territorio da tali valutazioni. Spazi potenzialmente disponibili sarebbero presenti anche all’ospedale San Camillo di Comacchio, e persino l’Ospedale del Delta di Lagosanto non viene a priori scartato. Sulla prima opzione, tuttavia, pesa un macigno legato alla pura opportunità; chi ricorda la vera e propria battaglia politica dei cittadini di Comacchio per salvare dalla chiusura (una quindicina di anni fa) il loro “San Camillo” non può dimenticarsene oggi, pena il rischio di ritrovarsi con in mano il cerino acceso di un nuovo caso Gorino. Così come non devono passare in cavalleria le parole di Andrea Brancaleoni. Perchè quel accidentalmente, l’avverbio sinistro (inteso come la parte del cuore) utilizzato dal sindaco nel comunicato ufficiale dell’altro giorno per definire come il Comune ha appreso «che presso l’area ex Boeri in piazzale Forlanini sono in corso accertamenti per verificare la possibilità di ospitare richiedenti asilo», è tutto fuorché casuale. Il destinatario di quel accidentalmente, difatti, è il prefetto Michele Tortora. D’altro canto Brancaleoni non si nasconde: «Sono in corso attività ricognitive - ci ha detto ieri il primo cittadino - , non vi sono progetti di destinazione per profughi. Ho telefonato al prefetto - ha proseguito Brancaleoni - al quale ho comunicato che avrei preferito apprendere in modo diverso l’esistenza di ispezioni in corso all’ex ospedale (di proprietà dell’Asl di Ferrara, ndr). Intendiamoci - conclude il sindaco di Tresigallo - : formalmente e leggi alla mano il prefetto non è tenuto a dare alcuna informazione. Però, se esiste una catena istituzionale fatta anche di consuetudini e rapporti improntati al reciproco riconoscimento, questa catena c’è per il prefetto e c’è per un sindaco». Servirà per il futuro?

È un anno decisamente caldo (non c’entra il meteo, ovviamente) per Tresigallo. Prima il clamoroso capitombolo della giunta comunale di centrosinistra che ormai in municipio aveva messo le radici; adesso l’irrompere della vicenda migranti, con annesse inevitabili polemiche. Per quanto concerne i profughi, Tresigallo sta già dando: sono 11, infatti, i rifugiati che il paese sta già ospitando da qualche tempo. Malgrado tutto ciò, Tresigallo sta per meritarsi la coccarda di paese pioniere nella tipologia di accoglienza di questi rifugiati.

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