Crisi Berco, la Uilm alza la voce
Dalan: «L’azienda tiene 120 lavoratori ostaggi della trattativa»
COPPARO. Paolo Dalan, segretario provinciale della Uilm-Uil inquadra così l’attuale stato della trattativa tra proprietà Berco e sindacati: «È necessario -ha spiegato ieri il leader sindacale - che si sblocchino diverse situazioni che tengono in ostaggio (il termine è chiaramente utilizzato a mo’ di metafora, ndr) almeno 120 lavoratori». Il riferimento di Dalan è, in particolare, ad un ragionamento che i rappresentanti della ThyssenKrupp avrebbero illustrato nell’ultimo incontro tra le parti: «In sostanza - spiega il leader della Uilm - , pare di capire che se l’azienda dovesse ottenere alcune delle garanzie chieste, allora manterrà la promessa di salvare i posti di lavoro di quei 120 lavoratori. Ma è un falso problema - prosegue Dalan - , in quanto di quei lavoratori la stessa azienda non può fare a meno». Secondo Dalan, inoltre, ci potrebbero anche essere richieste da parte dell’azienda di modificare gli orari di lavoro in alcuni reparti, ma su questo punto è ancora presto per avere certezze. Di certo ci sono, invece, le date dei 2 prossimi incontri, già messi in calendario ufficialmente: il 3 novembre alle 14,30, e il 7 novembre alle 10, entrambe nella sede dell’Unione industriali di Ferrara. Come si ricorderà, la ThyssenKrupp ha annunciato l’intenzione di aprire una procedura di mobilità per 365 lavoratori e da quel momento l’atmosfera che si respira in fabbrica a Copparo è decisamente molto pesante. Si susseguono incontri tra lavoratori e sindacati per restare il più possibile legati alle ultimissime novità. Infine, c’è un altro problema che Dalan, in conclusione, mette in evidenza: «L’azienda dovrà chiarire anche - spiega - che tipo di lavoro intende affidare ad imprese esterne. Si tratta di un punto di grande rilievo per le sorti dei lavoratori della Berco».
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