Elezioni in Provincia all’ombra del referendum
Il 15 dicembre si vota per rinnovare i 12 consiglieri, ma non il presidente In caso di vittoria del Sì tutto potrebbe cambiare: attesa per le disposizioni
Nell’incertezza istituzionale dovuta all’incognita-referendum, si terranno a Ferrara il 15 dicembre le votazioni per il rinnovo del consiglio provinciale. Potranno votare, ed essere eletti, sindaci e consiglieri comunali in carica nei 24 Comuni del territorio ferrarese, secondo la legge Delrio dell’aprile del 2014 che ha trasformato le Province in enti di secondo livello, ovvero non più eletti dai cittadini. Il consiglio uscente era stato eletto nel settembre del 2014, con carica biennale per i consiglieri e quadriennale per il Presidente. Dalle urne dunque usciranno i nomi dei dodici nuovi componenti del consiglio, mentre l’attuale presidente Tiziano Tagliani resterà in carica per altri due anni. Quando si terranno le votazioni, l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre sarà già noto, e dal responso della consultazione potrebbero dipendere i futuri assetti del Castello, visto che la riforma costituzionale prevede la definitiva abolizione della parola “Provincia” dal nuovo testo della Carta. In caso di vittoria del “No”, tutto resterà come prima; se invece dovesse vincere il “Sì” si dovranno attendere le successive disposizioni relative all’abrogazione definitiva delle Province e provvedere ad adeguarsi con le nuove normative.
Il 15 dicembre le urne resteranno aperte dalle 8 alle 20 nella Sala Torre San Paolo del Castello Estense, mentre lo scrutinio inizierà alle 8 del giorno successivo. Il sistema di ripartizione dei dodici seggi del Consiglio provinciale di Ferrara avverrà in base ai voti ponderali dei vari candidati, ossia il risultato di quelli assoluti di ciascuno moltiplicati per un indice numerico attribuito a ogni comune in base alla popolazione residente. L’elezione avviene sulla base di liste concorrenti composte da un numero di candidati non inferiori a sei e non superiore a 12, e devono essere sottoscritte da almeno il 5% degli aventi diritto al voto.
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