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In Comune “tesoretto” da 2,4 milioni

In Comune “tesoretto” da 2,4 milioni

Il tribunale di Bologna ha dato ragione ai ferraresi contro due ministeri per l’Ici sulle fabbriche. Scontro in Appello

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Vale una manovra di aggiustamento del bilancio il contenzioso sull’Ici per gli immobili produttivi che vede il Comune schierato contro, addirittura, due ministeri. Per ora Davide, cioè Palazzo Municipale, l’ha spuntata su Golia, visto che in primo grado il tribunale gli ha riconosciuto il diritto a vedersi restituita una somma davvero considerevole, oltre 2,4 milioni di euro oltre agli interessi di legge (e spese di lite), ma i due ministeri hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato e presumibilmente lotteranno fino in fondo per non veder sancito un precedente. L’assessore al Bilancio, Luca Vaccari, non avrà dunque a disposizione questa somma per far quadrare i conti, anche se un contenzioso che sembrava temerario in partenza si è messo sui binari giusti.

La vicenda risale al periodo 2001-2009, quando per effetto di un cambiamento nella base di calcolo dell’imposta, per quanto riguarda gli immobili classificati D, si è creata una perdita consistente negli incassi a favore del Comune, che non è stata compensata dal governo. La differenza di gettito era dovuta all’utilizzo della rendita catastale al posto del valore a bilancio del cespite, i fabbricati interessati sono tutti quelli della categoria D, dagli opifici agli alberghi, dai teatri ai fabbricati produttivi agricoli.

Il Comune aveva promosso un ricorso davanti al Tar del Lazio, che però ha rinviato la palla al tribunale di Bologna: dopo una lunga procedura, il 12 maggio scorso è uscita la sentenza che condanna il ministero dell’Interno e il ministero delle Finanze alla «restituzione al Comune di Ferrara delal somma di 2.450.375,78 euro oltre interessi di legge dalla data della domanda al saldo, e a rifondere al Comune le spese di lite». A giugno i due ministeri hanno impugnato la sentenza di fronte alla Corte d’appello di Bologna, ed è lì che nei prossimi mesi si giocherà il secondo round, con i contribuenti cittadini nella veste di osservatori interessati. (s.c.)

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