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La protesta: «Noi non siamo come ci dipingono»

«Non siamo come ci dipingono e alla fine ci è andata di mezzo anche tanta gente, la maggior parte dei residenti a Goro a dire il vero, che al presidio non ci sono nemmeno andati». Il caos in laguna...

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«Non siamo come ci dipingono e alla fine ci è andata di mezzo anche tanta gente, la maggior parte dei residenti a Goro a dire il vero, che al presidio non ci sono nemmeno andati». Il caos in laguna regna ancora e c’è chi vuole fare alcune importanti precisazioni: «Quella sera c’era tutta Gorino, è vero. Ma Goro non è Gorino anche se qualcuno di noi era presente - dicono dal capoluogo - Adesso non si fa altro che parlare di Goro, ci stiamo rimettendo noi e abbiamo paura per il nostro lavoro. La situazione è precipitata, ha assunto dimensioni non immaginabili».

Altra questione che invece da Gorino vogliono chiarire è legata alla non presenza dei bambini. «Continuano a dire che non volevamo gli otto piccoli, ma non si è mai parlato di loro, non ci sono mai stati, mai». E ancora, «Dispiace che la frittata sia stata girata così male da tutti. Un vero peccato. Ora siamo sotto minaccia per ciò che è passato. Noi non siamo così. In questi giorni, solo per fare un esempio, ci siamo autotassati perfino per pagare gli insegnanti di sostegno ai bambini problematici perché i soldi qui non ci sono. È passato un messaggio sbagliato». Quindi Gorino sarebbe pronta ad accogliere i profughi? Non proprio e la questione è sempre la stessa: «Non sappiamo dove metterli. L’ostello dà da lavorare a tutti, il bar è l’unica cosa che abbiamo. Adesso proviamo a vedere se c’è qualche casa per queste donne. Ma che siano solo donne e bambini».

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