La Nuova Ferrara

Ferrara

LA DOMENICA

Ai Diamanti da separati in casa

di LUCA TRAINI
Il polittico Costabili nelle rinnovate sale della Pinacoteca di Ferrara
◗
Il polittico Costabili nelle rinnovate sale della Pinacoteca di Ferrara

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sulla rinnovata Pinacoteca

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Neppure i passanti con bici al seguito, quelli certamente ferraresi, garantiscono una risposta sicura. Provate. Provate a chiedere indicazioni per la pinacoteca nazionale, che ieri ha inaugurato il rinnovato allestimento espositivo, come potrebbe fare un turista. In un assolato primo pomeriggio cittadino, io mi sono trovato a doverne fermare tre prima di essere indirizzato ai Diamanti. Disarmante. Perchè il primo piano del palazzo è uno scrigno di tesori di assoluto valore, un luogo che andrebbe frequentato. Anche per non dimenticare il carico di cultura e di civiltà di cui siamo eredi; anche solo per riconciliarsi con se stessi.


Al piano terra, negli spazi comunali, è in corso la mostra che celebra i cinque secoli dell’Orlando Furioso, con quel che messer Ludovico Ariosto vedeva quando chiudeva gli occhi, fuoco per la sua fantasia: spade, armature, draghi, musica, persino una maestosa carta geografica del 1501 che a nove anni dalla scoperta di Colombo già segnava i porti sicuri delle Americhe, e da queste parti pure Goro. Ma in cima allo scalone c’è l’esplosione di colori che anche Ariosto ammirava con occhi sgranati: il Cinquecento ferrarese, i tondi di Cosmè Tura, i dipinti di Guercino e Bastianino, l’imponente polittico Costabili finalmente riassemblato dopo il terremoto, opera di Garofalo e Dosso Dossi. E il Cristo del Mantegna con cui culminava la “Morte della Vergine” del Prado quando la tavola, che sarebbe stata smembrata, era nella cappella privata degli Este. Un’opera imperdibile, eppure sconosciuta anche a troppi ferraresi, persa da gran parte dei visitatori delle grandi mostre, che di ciò che c’è sopra spesso neppure sanno perché non c’è promozione unitaria, così come manca un biglietto cumulativo e l’idea stessa di un “pacchetto Diamanti” resta fragile. Separati in casa.


Peccato. Detto con l’auspicio che il nuovo allestimento sia lo spunto per rilanciare una forte sinergia tra un piano e l’altro, tra Comune e Stato. A tutto vantaggio dei visitatori.
Buona domenica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google