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Il “Parco vita” dedicato al dottor Soffritti

Il “Parco vita” dedicato al dottor Soffritti

Un omaggio della comunità al medico del paese per oltre 40 anni morto nel 2013

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«Il suo operato è stato davvero una missione e per questo Antonio Soffritti medico condotto per molti anni nel nostro paese doveva essere ricordato dai fortunati come noi che l’hanno conosciuto e portato alla conoscenza dei più giovani».

Si è aperta così ieri mattina con un ricordo di Mirella portavoce del Comitato spontaneo di concittadini della frazione di Boara, la cerimonia di inaugurazione del “Parco vita” dedicato a questa persona che è rimasta nel cuore di tutti.

Antonio Soffritti era nato a Boara nel 1927 e dopo essersi laureato in medicina a Bologna, iniziò subito ad esercitare presso il S. Anna dove rimase per 22 anni contemporaneamente svolgendo servizio a Boara per altri 20 anni. Nel 1997 lasciò l’incarico per il pensionamento rimanendo però sempre presente per i suoi assistiti senza chiedere mai una parcella per le sue prestazioni fino ad 86 anni quando morì nel 2013.

Sulle note dell’Inno nazionale eseguite dalla Banda di Cona il vice sindaco Massimo Maisto ha poi scoperto la targa commemorativa seguita dalla benedizione del parroco don Francesco Denti e da un minuto di raccoglimento, dopo il quale Maisto ha lodato l’iniziativa ed in particolare il significativo nome dato al Parco, simbolo di speranza. «L’orgoglio oltre della famiglia – ha aggiunto Bruno Di Lascio presidente dell’Ordine dei Medici- è anche per la nostra categoria perché si riconosce l’impegno verso chi ha problemi di salute. Mi auguro, domani.., di avere anch’io una cerimonia come questa..”. Presenti anche il vice comandante dei carabinieri di Pontelagoscuro Loris Boccardo e l’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modenesi che ha chiuso gli interventi sottolineando che solitamente inaugura spazi verdi completi. In questo caso – ha dichiarato – il Parco deve essere ancora costruito e lo faremo insieme con attrezzature ed iniziative che il vostro paese sta attuando ricordando figure che qui, hanno lasciato un segno indelebile”.

Tante le testimonianze e tanti gli occhi lucidi in particolare quelli del figlio Sandro che non ce l’ha fatta a parlare «di un padre meraviglioso che aveva fatto della sua professione il suo hobby» e che aveva conosciuto anche il grande dolore della perdita di un figlio che era diventato medico e poteva proseguire la sua missione.

Margherita Goberti

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