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«Mara non vorrebbe vedervi piangere»

«Mara non vorrebbe vedervi piangere»

Ha lottato contro un male incurabile con grinta e coraggio, lasciando in chi la ama una ricchezza inesauribile

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COMACCHIO. Dopo il ricordo tracciato nei giorni scorsi da colleghi ed amici, sono state ieri a Copparo le parole del fidanzato Marco Fabbri e del vice-sindaco di Ostellato, Davide Bonora a toccare il cuore di coloro che hanno portato l’ultimo saluto a Mara Viali. Per la giovane caposettore del Comune di Ostellato, spentasi all’alba di lunedì a Cona, sono arrivati amici, colleghi, autorità, cittadini, non solo da Fiscaglia, suo paese di origine e da Ostellato, dove lavorava dal 2001, ma anche da Ferrara, dove vive la sorella Daria, da Mesola e Comacchio, realtà più vicine al fidanzato Marco, sindaco di quest’ultima. Con la voce rotta dal pianto, Davide Bonora, medico di famiglia di Mara, ha preso la parola nella sala del commiato del Giardino della cremazione in qualità di vice sindaco di Ostellato, per leggere il saluto del sindaco Andrea Marchi. “Ci piace pensare che insieme abbiamo trascorso anni belli ed avvincenti, che abbiamo lavorato tanto e con passione – ha scritto il sindaco ostellatese -; non è retorica dire che si può essere innamorati del proprio lavoro e che per farlo bene è una prova di orgoglio, come affrontare l’esistenza che a volte da, spesso toglie, ma che va vissuta, in ogni momento con coraggio. Hai avuto coraggio – ha aggiunto Marchi – ad affrontare quello che di brutto la malattia poteva darti, ma ci hai dimostrato che il sorriso e la speranza potevano andare di pari passo con l’angoscia nascosta e discreta.” Sgomento e lacrime tra i volti delle persone comuni e delle tante autorità in sala, ma anche sulla via della Certosa, perché lo spazio per accogliere tutti era insufficiente. Un raggio di sole ha costantemente illuminato la bara sovrastata da un cuscino di rose bianche. Straziante, ma aperto alla speranza sul futuro della ricerca scientifica il ricordo del fidanzato Marco Fabbri che, tenendo ferma la mano sulla bara, a nome suo e della famiglia ha ringraziato tutti, affermando che «Mara si sarebbe arrabbiata a vedervi piangere. Lei era come è stata definita, la donna del sorriso. Nelle ultime due settimane -ha aggiunto il fidanzato -, non voleva essere vista, per non far stare male gli altri. Ieri mi ha fatto un regalo, seppur non più in vita, era bellissima, il suo volto era rilassato e sereno. In questi mesi l’ho vista lottare tanto». Mara se n’è andata in punta di piedi, a soli 40 anni dopo 8 anni di sofferenze e battaglie silenziose, lasciando un testamento intriso di valori quali la lealtà, l’amicizia, il coraggio. Un pensiero affettuoso è stato rivolto alle amiche dell’Unione Delta Volley, con le quali la giovane aveva condiviso la passione per la pallavolo. «Non siamo pronti, non abbiamo le spalle abbastanza larghe – ha concluso il fidanzato Marco -; Mara pensava sempre al futuro, fatelo anche voi, date una speranza a voi stessi e alla ricerca oncologica. C’è tanta gente che sta lottando e ce la farà. Dobbiamo investire e sconfiggere questo male».

Katia Romagnoli

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