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Per due parti pretermine dal Sant’Anna al Maggiore

Per due parti pretermine dal Sant’Anna al Maggiore

Ferrara, posti saturi in Terapia intensiva neonatale. Ancora polemica sui percorsi nascita Ma il direttore generale Carradori ribatte: situazione contingente, posti letto ok

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FERRARA. Due donne in stato di gravidanza e a rischio di parto pretermine sono state trasferite nelle ultime ore dall’ospedale Sant’Anna al “Maggiore” di Bologna. I posti letto della Terapia intensiva neonatale, a Cona, erano tutti occupati, così l’azienda ospedaliera ha deciso di contattare un altro istituto della regione per ricoverare le due donne incinte all’interno di un centro adeguatamente attrezzato per un’eventuale emergenza sanitaria legata alle particolari condizioni della gravidanza.

La notizia è giunta ieri in redazione ed è stata confermata poi dall’azienda ospedaliera.

«Si trattava di due gestanti che avevano superato la trentesima settimana ed erano leggermente premature – ha dichiarato il direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori – i 16 posti letto della Terapia intensiva neonatale erano al completo e avevamo già forzato la capacità ricettiva. Abbiamo preferito quindi non rischiare, perché nel caso si fosse reso necessario un ricovero del nascituro in un servizio intensivo avremmo potuto trovarci in difficoltà per il reperimento del posto. Così abbiamo agito preventivamente. Si tratta comunque di una contingenza che negli ultimi due anni si è ripetuta non più di 3-4 volte». L’azienda sanitaria esclude che «il numero dei posti letto di Terapia intensiva neonatale – ha proseguito Carradori – non sia adeguato a sostenere la domanda del servizio. Una condizione di saturazione si può presentare nel corso del tempo ma finora è stata un evento sporadico. Abbiamo un numero di posti letto superiore a quello di importanti ospedali di altre province, Bologna compresa, e non abbiamo affrontato una situazione di emergenza. Si è trattato di una scelta precauzionale».

Niente a che fare, ci ha tenuto a precisare il manager del Sant’Anna, con la polemica sulla futura soppressione del punto nascita dell’ospedale del Delta: «La temporanea carenza di posti letto non riguardava il punto nascita di Ferrara ma la Terapia intensiva neonatale, cioè l’assistenza da attivare per il nascituro in caso di parto problematico».

Dal basso ferrarese è da registrare il commento preoccupato di Nicola Zagatti, portavoce del Comitato di Salvaguardia dell’ospedale del Delta. «Non possiamo certo ignorare l’incongruenza di una politica sui percorsi nascita che ha annunciato la chiusura della maternità a Lagosanto mentre al contempo emerge una carenza di posti letto in Terapia intensiva neonatale a Ferrara. A questo punto faccio notare che se la partoriente risiede a Comacchio, a Mesola o Goro la sala parto più vicina – in provincia - sarà a Cona, cioè a qualche decina di chilometri di distanza; se il parto inoltre è problematico può anche accadere che il ricovero venga spostato su Bologna. Siamo sicuri che sul percorso nascita si stiano facendo le giuste scelte e che a Ferrara non sia il caso di potenziare la Terapia intensiva neonatale?».

L’intervento di Zagatti, in prospettiva, assorbe anche le ipotesi di un “superamento” del punto nascita di Cento, possibilità di cui si parla negli ambienti sanitari da qualche mese e che potrebbe discendere dalla fissazione di un valore di efficienza sanitaria a quota 1000 parti/anno piuttosto che 500. L’eventuale aumento di ricoveri in sala parto a Ferrara potrebbe far crescere anche l’utilizzo della Terapia intensiva neonatale.

«Non è un problema che abbiamo al momento – ribatte Carradori – anche se, come ho già detto più volte, sui posti letto non sostengo posizioni pregiudiziali e laddove è stata verificata una carenza stiamo intervenendo».

Gioele Caccia

 

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