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«Servono regole in agricoltura ma uguali per tutti»

«Servono regole in agricoltura ma uguali per tutti»

Le richieste del ferrarese Guidi, presidente Global Forum, ai ministri Galetti (Ambiente) e Martina (Politiche agricole)

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Alla due giorni del Global Food Forum 2016 di Pavia, erano presenti 200 rappresentanti di istituzioni Italiane ed Europee, amministrazioni, organizzazioni agricole, istituti creditizi e assicurativi, società dell'agroalimentare ed esperti provenienti da tutta Europa, riuniti con l'obiettivo di riflettere sul futuro delle politiche agricole ed agroalimentari dell'Unione Europea. Il presidente di Confagricoltura, il ferrarese Mario Guidi, nella sua veste di presidente del Global Forum 2016, ha aperto la sessione rivolgendosi al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti presente all'incontro: «Gli agricoltori hanno da tempo intrapreso la strada della sostenibilità ambientale, consapevoli dello stretto legame tra qualità delle produzioni, tutela del territorio, risparmio idrico ed efficientamento energetico. Va dato atto a questo governo di avere sancito definitivamente il patto tra Agricoltura e Ambiente e di aver sostenuto un processo di sostenibilità ambientale che andasse di pari passo con la competitività del sistema imprenditoriale».

«Per proseguire su questa strada e per raggiungere gli obiettivi che la Unione Europea ci ha dato, gli agricoltori hanno bisogno di investire in innovazione. Le nuove tecnologie sono il grande alleato dell'ambiente, alla luce di tutto ciò - ha sottolineato Guidi, stavolta avendo come interlocutore il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina - chiediamo al governo di sostenere e accompagnare le imprese agricole in questo processo di ammodernamento e un maggior coordinamento tra i ministri dell'Agricoltura per incidere nelle scelte e nelle decisioni della Commissione e del Parlamento europei».

Secondo Guidi il dialogo tra sistema Agricoltura e istituzioni (italiane ed europee) è dondamentale, ma «l'imprenditore agricolo si aspetta chiarezza, certezza e fiducia in termini di legislazione, regole e standard». Prima di tutto «l'imprenditore agricolo vuole poter giocare con regole uguali sul terreno del mercato interno, l'asset più importante per tutti gli europei, siano essi aziende dell'agroalimentare o cittadini, da sempre fonte di crescita ed occupazione». Di cosa ha bisogno un imprenditore agricolo "globale" dall'Europa? Guidi si è dato questa risposta: «Sicuramente non ha bisogno delle politiche agricole di 20-30-40 anni fa. Ha bisogno di meccanismi efficaci per affrontare instabilità di mercato e i rischi climatici, privilegiando quelle opzioni che mettano gli agricoltori al centro del processo decisionale, con il sostegno dell'Unione Europea e non viceversa; il mercato interno è minacciato e non a causa della Brexit, ma perché l'Unione Europea non assume la leadership necessaria per costruire un approccio coerente ed efficace sulle politiche di nutrizione ed etichettatura e permette agli Stati membri di sviluppare standard paralleli, andando a minare gli approcci comuni, anche in materia ambientale».

Andrea Tebaldi

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