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Il clone di Gianni Fantoni lancia il Festival dei pigri

matteo bianchi
Gianni Fantoni, cioè la sua copia, 'dorme' in Galleria Matteotti
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Gianni Fantoni, cioè la sua copia, 'dorme' in Galleria Matteotti

In Galleria Matteotti c'è la copia del comico che "dorme". Scatta il concorso 'Il più pigro della provincia'

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FERRARA. Si è avvicinato con una confezione di camomilla tra le mani, Gianni Fantoni, un segno di pigrizia che ha voluto condividere con la redazione della Nuova. Domenica, in Galleria Matteotti, il comico ferrarese ha inaugurato la prima edizione del Festival dei Pigri, che si trascinerà dal 7 al 13 novembre lungo la galleria dell’IperCoop Il Castello. Lo ha fatto in grande stile, con una scultura in silicone comparsa all’improvviso che lo ritrae mentre dorme. Si tratta di un’opera dell’artista padovano Walter Casotto, da poco vincitore del David di Donatello per il film Il racconto dei racconti, diretto da Matteo Garrone.


«Sono il capo dei pigri di Ferrara – ha esordito Fantoni – e sarò il deus ex machina di questa mostra dedicata alla nostra lena. Il momento clou sarà domenica 13, quando designerò il pigro dell’anno. Tutti possono partecipare a questa sorta di flash (in)mob mandando foto del proprio figlio pigro, o del proprio cane pigro, o del proprio gatto pigro». Il premio che incoronerà il più pigro della nostra provincia sarà la famigerata tazzina con tre manici: «Non c’è bisogno di girarla per raggiungere il manico, perché ce n’è sempre uno a favore. L’idea del festival mi è venuta per trasformare la mia pigrizia solitaria in qualcosa di comunitario. Nel 2012 abbiamo organizzato un raduno in città a cui è venuta parecchia gente – ha precisato il burlone – ma soprattutto non sono venuti milioni di persone, quindi è stato un successo clamoroso».

D’altronde, i pigri si muovono con parsimonia. «Il mio manifesto – ha concluso – è stato il mio libro d’esordio, Breve ma utile guida alla pigrizia, che aveva pagine destre e sinistre stampate uguali, in modo che ognuno potesse mettersi sul fianco preferito per leggerlo».
Lo abbiamo salutato insieme a decine di passanti divertiti, che non capivano se il Fantoni vero fosse quello in piedi, o quello avvolto nel plaid con tanto di berretto da notte che russava in mezzo alla piazza.

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