In delegazione da Goro per incontrare le ragazze
Un gruppo con il sindaco fa visita alla casa famiglia dell’accoglienza La struttura da ieri ospita anche altre tre ragazze sbarcate a Lampedusa
CODIGORO. Nel tardo pomeriggio di sabato la casa famiglia “Airone” di Codigoro, ha spalancato le porte ad altre tre giovani migranti, Deborah, 25 anni, Judith, 25 anni, Ajarat 22 anni, nigeriane, sbarcate a Lampedusa sabato scorso dopo una traversata dalle coste libiche, durata un giorno, senza cibo e senz’acqua. E sabato una delegazione di cittadini di Goro, guidati dal sindaco Diego Viaviani, è arrivato a stringere la mano a tutte le donne ospiti, portando loro diversi abiti e generi di prima necessità.
La storia delle tre giovanissime profughe, che da subito sono entrate in sintonia con le altre quattro accolte nella casa protetta del medico condotto Angelo Lucio Bruno, rispecchia quella di tanti in fuga dall’Africa per guerre civili o, come nel caso delle ragazze, per sottrarsi a violenze familiari o di clan. «Siamo stati contattati dall’Asp per fronteggiare un’altra emergenza – dichiara Anna Maria, moglie del titolare della casa famiglia – e adoperandoci in furia e fretta con cambi non indifferenti, ci siamo stretti ulteriormente, sempre con spirito di solidarietà». Deborah, Judith ed Ajarat si sono dunque aggregate ad Aminatoy, Afoke, Kadi, Djeneba, che nella struttura si stanno già adoperando per dare una mano in cucina e per accudire gli anziani, «ma lo fanno spontaneamente», tiene a precisare Angelo Lucio Bruno. L’aria che si respira tra le mura dell’Airone è quella di grande famiglia, allargata, cosmopolita, dove regnano il dialogo, il rispetto e la voglia di imparare ciascuno dall’altro. Le ragazze hanno affrontato i pericoli del mare a bordo di uno scafo, abbandonato dagli scafisti tuffatisi in mare 5 minuti dopo la partenza, come ricordano con la paura stampata negli occhi. Il barcone dopo 24 ore è stato avvistato dalla Guardia Costiera di Lampedusa, che ha portato in salvo insieme alle giovani nigeriane altri 150 profughi. La gara di solidarietà tuttavia sta coinvolgendo parrocchie ed associazioni di volontariato, come l’Udi, che attraverso l’ex-assessore di Codigoro Graziella Ferretti, ha fatto sì che alle ragazze, arrivate senza preavviso, venissero forniti indumenti. «Ieri sera è arrivato anche il sindaco Sabina Alice Zanardi – prosegue Angelo Lucio Bruno -, dopo che l’avevo contattata per riferire che un pulmino dell’Asp stava portando altre tre migranti. Ho scoperto che il sindaco è stato messo da me al corrente della cosa. Sono sicuro che un dialogo a monte tra enti avrebbe evitato quanto è avvenuto a Gorino. La comunità si è spaventata». Il titolare della struttura conferma gli accordi intercorsi con l’Asp per ospitare le giovani africane sino al mese di gennaio prossimo. «Poi scade l’appalto dell’Asp – conclude Bruno – e si dovrà valutare quali decisioni assumerà la nuova entità che subentrerà. L’eventuale trasferimento delle ragazze ospiti, ipotizzato ieri, è da ricondurre anche all'esigenza di spazi adeguati e non solo al pressing mediatico dei giorni scorsi».
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
