«Migranti a Goro se i cittadini saranno pronti»
GORO. «Quel Naomo non può parlare a nome di Goro e Gorino e non può andare in trasmissione con una felpa del genere. Noi la politica non l’abbiamo mai voluta e non ci fermo strumentalizzare». A...
GORO. «Quel Naomo non può parlare a nome di Goro e Gorino e non può andare in trasmissione con una felpa del genere. Noi la politica non l’abbiamo mai voluta e non ci fermo strumentalizzare». A parlare sono i rappresentanti delle due realtà, Fausto Gianella e Marco Ballarini dopo che il responsabile per la sicurezza della Lega Nord di Ferrara Nicola Naomo Lodi si è presentato ieri pomeriggio alla trasmissione di Giletti L’Arena su Rai 2 avvolto in una maglia blu con sul davanti stampata la scritta “I Love Gorino”. «È arrivato da Ferrara a fare casino già la prima sera - dice con forza Gianella - e poi ha continuato». «Non può parlare a nome nostro», va avanti Ballarini.
Più cauto il sindaco Diego Viviani, ospite anche lui della trasmissione assieme al presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. «Premesso che ci sono questioni molto più importanti di Naomo Lodi, penso sia necessario porre dei limiti - spiega Viviani - Se Lodi rappresenta anche sono una piccola parte della comunità, ben venga. Ma se, come invece penso, parla a nome suo è pregato di non strumentalizzare il nome di Goro e Gorino. Ai miei cittadini chiedo di abbassare i toni e di capire che la situazione è grave e che in qualche modo dobbiamo venirne fuori». Secondo il primo cittadino «non tutti si rendono conto di quanto accaduto realmente, dei danni che il nostro territorio sta subendo». Ed è sempre Viviani a illustrare i prossimi passi. «Io non so se ospiteremo o meno dei migranti anche perché, e lo continuo a ripetere, non siamo noi a decidere. Quello che è certo è che non ci saranno più rotture e non farò un passo senza il sostegno della mia gente». Ecco quindi che già nei prossimi giorni «inizierò una serie di incontri nella sala civica, incontri aperti a tutti durante i quali cercheremo di esaminare quanto è successo e quali potrebbero essere i passi successivi. In teoria dovranno essere i privati a offrirsi eventualmente ad ospitare i migranti ma solo, e ripeto solo, se i miei cittadini saranno pronti». Intanto «chiedo adesso di tornare tranquilli e di evitare di cavalcare l’onda perché a rimetterci potrebbe essere il paese intero».
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