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Biblioteca comunale la riapertura è lontana

Biblioteca comunale la riapertura è lontana

Cento, l’edificio è della Provincia e le priorità in questi anni sono state altre Al suo interno ci sono ancora migliaia di libri e testi antichi risalenti al 1500

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CENTO. La biblioteca comunale di Cento, quella storica, monumentale, elegante e imponente è inagibile da millecinquecento giorni. Da quando, a seguito delle verifiche dei tecnici che hanno esaminato le lesioni causate dalle scosse del maggio 2012, è stato posto il divieto di accesso. Noi ci siamo entrati, per vedere cosa è cambiato all’interno dell’edificio in questi anni di silenzio e polvere. Sono tanti, tantissimi i libri ancora presenti nella biblioteca comunale; solo una piccola parte sono stati portati all’interno della biblioteca temporanea situata nella Rocca di Cento.

«Con la biblioteca si è sempre andati un po’ a rilento perché - spiega Beatrice Contri, architetto e responsabile dell’ufficio lavori pubblici del Comune di Cento - l’immobile non è di proprietà del Comune, bensì della Provincia. Cento aveva lo spazio in comodato d’uso ma non poteva intervenire e in questi anni, le priorità della Provincia e della Regione sono state tante e la biblioteca ha dovuto attendere». Per Cento e il territorio la struttura culturale rappresenta una priorità per questo l’amministrazione ha chiesto di diventare soggetto attuatore e cioè di poter agire sull’immobile in modo da poterlo restaurare. Anche la spesa per il recupero della biblioteca si aggira attorno a un milione e mezzo di euro.

«Confidiamo - chiude l’architetto - che con i primi mesi del 2017 si possa accedere a nuovi fondi per intraprendere i lavori». Un domani, quando la biblioteca sarà nuovamente fruibile, i libri ora alla Rocca di Cento torneranno “a casa”, eccezione fatta per l’ala destinata ai bambini perché, come ha spiegato il sindaco Fabrizio Toselli: «È bello pensare che gli studenti delle “Pascoli” possano disporre di uno spazio culturale così fornito, posizionato a pochi passi dalla scuola». Tanto è stato fatto, fin dai mesi immediatamente successivi al terremoto, affinché il servizio bibliotecario centese non finisse nell’oblio. «Nell’edificio inagibile - spiega Diego Paganelli, bibliotecario - sono ancora presenti testi antichi risalenti al 1500. Oltre ad essi, tra archivio, deposito e magazzino si contano tanti, tanti libri; parliamo di oltre 50mila volumi. Mi manca questo spazio, penso manchi a molte persone, spero che prima o poi possa tornare a svolgere le sue precedenti funzioni».(s.g.)

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