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L'intervista: il turismo è buona economia

di Gian Pietro Zerbini
L'intervista: il turismo è buona economia

Il vicesindaco Maisto fa il punto su un settore in espansione. Dati record di presenze in alberghi e musei nel 2016

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FERRARA. Il turismo a Ferrara è in aumento. I dati anche del 2016 segnalano una crescita significativa dei visitatori in città. Nei primi otto mesi del 2016 a Ferrara sono arrivati quasi 150mila persone (+14,5% rispetto all’analogo periodo del 2015) per una presenza turistica che sale a quota 272.760 (+11,2% sempre rispetto ai primi otto mesi del 2015). Nel dettaglio delle presenze si è registrato un forte incremento di turisti italiani, mentre il dato sugli stranieri è rimasto sostanzialmente inalterato.

Un settore che può diventare sempre più importante per l’economia locale, provata da varie vicissitudini e crisi in numerosi segmenti produttivi che spaziano dal manifatturiero al bancario. In questi anni sono stati fatti alcuni investimenti che hanno sicuramente portato benefici ad un settore che si sta riprendendo dopo il terremoto del 2012, quelle scosse avevano messo in ginocchio anche tutto l’indotto, ma ora c’è una vera ripresa.

Al vicesindaco e assessore al turismo e alla cultura del comune di Ferrara, Massimo Maisto, abbiamo chiesto alcune considerazioni.

Vicesindaco, il turismo può veramente avere un ruolo primario in questa città?

«Prima di tutto ci tengo a precisare che parliamo di economia, anzi di buona economia. Cioè di come aumentare opportunità e posti di lavoro, recuperando sul turismo e sul commercio parte delle difficoltà economiche del nostro territorio. Sono ancora troppi in diversi ambiti quelli che trattano il turismo come un'economia residuale e il turista quasi come un fastidio. Per fortuna il rapporto pubblico e privato non è mai stato così positivo. E queste opportunità non le vedo e sottolineo solo io, ma anche e soprattutto la Camera di commercio, cioè il mondo economico e imprenditoriale».

La situazione nel compleso, le opportunità che possono arrivare e le eventuali evoluzioni?

«Il turismo a Ferrara sta registrando una crescita record, piu del 10%, chiuderemo il 2016 con uno dei dati più altri di sempre. È la grande occasione per Ferrara perché tutte le ricerche internazionali ci dicono che l'Italia è il paese in testa ai desideri di viaggio dei turisti nel mondo, ci dicono anche che è in crescita costante il flusso verso le città d'arte».

Allo studio anche rapporti stretti con il Mibact, il ministero dei beni culturali e turismo presieduto dal ferrarese Dario Franceschini?

«Il Ministero sta lavorando con un importante piano strategico, che abbiamo presentato qualche giorno fa in Camera di commercio, per cercare di promuovere nel mondo proprio il circuito delle città d'arte medie e minori; Ferrara rientra perfettamente in questo target. Inoltre la Regione ha appena pubblicato un bando da milioni di euro rivolto ai privati per riqualificare le strutture».

C’è ancora molto da lavorare però sulle infrastrutture e i collegamenti...

«Anche la notizia della formata di Italo, treno ad alta velocità, va in questa direzione. Ferrara ormai è matura per fare il salto».

Quali sono i progetti in cantiere per sviluppare il turismo d’arte?

«I grandi restauri post sisma consentiranno non solo di recuperare gli edificio lesionati, ma è un’opportunità per ripensarli e migliorarli. I lavori del Ducato Estensee il cantiere del Meis ci consegneranno una città sempre più bella e interessante, con un percorso museale da grande città: il Castello, con l'ipotesi del trasferimento della Pinacoteca, il quadrivio dei Diamanti, oltre a Schifanoia e dintorni per il polo dell’Arte Antica. Abbiamo già messo in comune competenze, personale, servizi, biglietti (la tessera myfecard tourist), promozione. Giá oggi questa rete supera i 300.000 visitatori all'anno. Non è un azzardo puntare al raddoppio in qualche anno, spingendo sempre più persone a pernottare a Ferrara e ad allungare la permanenza. Oltre ai musei il turista deve trovare sempre più la città delle biciclette, del fiume e della buona enogastronomia».

Il ruolo dei privati nella partita del turismo d’arte?

«In questi anni su questi temi il privato ha fatto enormi passi avanti (noleggio bici, eventi, qualità nei ristoranti, destra Po e servizi sul fiume) e non ho dubbi che all'aumento dei turisti corrisponderà un ulteriore salto di qualità e di proposte».

Ferrara ha il suo zoccolo duro rappresentato comunque nei grandi eventi. Verranno mantenuti o ancora meglio potenziati?

«Avanti con convinzione. Non arretreremo di un passo nella politica degli eventi così importanti per rendere la nostra città così vivace, interessante e animata».

Cos’altro ancora?

«Il turismo non si ferma, quindi stiamo lavorando anche per far crescere il turismo congressuale che potrà trovare nell'Auditorium del Consevatorio un ulteriore spazio e l'idea di una città che oltre à raccontare la propria storia sta nel contemporaneo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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