Ognissanti, guardie mediche prese d'assalto
Ferrara, durante il "ponte" nonostante l’apertura di 75 ambulatori di medici di base in tutta la provincia il servizio pressato da centinaia di pazienti. Code e proteste
FERRARA. Nella piccola e angusta sala d’aspetto della guardia medica di via Gandini, a Ferrara, c’è chi aspetta da un’ora e chi da due. Prima di presentarsi per un certificato, la visita o la ricetta qualcuno è anche passato dall’ambulatorio del medico di famiglia. «Ma era chiuso - racconta – ed eccomi qua». Centinaia di telefonate e centinaia di persone hanno preso d’assalto, nel terzo giorno del ponte di Ognissanti, i servizi che sostituiscono i medici di base. I 75 ambulatori aperti in provincia su base volontaria hanno solo leggermente alleviato i disagi dell’utenza che durante le festività lunghe (Natale e fine anno, Pasqua, ponti del1° Maggio, Ognissanti, Ferragosto etc.) resta orfana del proprio medico di famiglia.
A Ferrara e provincia, dove sono attivi 26 servizi di continuità assistenziale, il flusso di pazienti e di richieste d’intervento è stato in questi giorni molto rilevante. La guardia medica è accessibile tutte le notti e, di giorno, durante i festivi e i prefestivi. Sindromi parainfluenzali, gastroenteriti, ricette per procurarsi il farmaco esaurito o certificati medici per giustificare l’assenza dal lavoro si sono incrociati ieri per molte ore in questi ambulatori con inevitabile codazzo di proteste.
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«Due ore per avere questa ricetta, un incubo», lamentava verso mezzogiorno una signora appena uscita dall’ambulatorio di via Gandini. L’annuncio dell’apertura di oltre 70 studi di medicina generale in tutta la provincia, da parte dell’Asl, non sempre è giunto a destinazione. Una parte dell’utenza, ad esempio, non sa ancora che durante i “ponti” alcuni ambulatori medici accolgono gli assistiti con aperture volontarie in base a un accordo fra Asl e sindacati medici operativo da tempo ma pubblicizzato solo di recente e forse in modo insufficiente. In teoria l’utente dovrebbe informarsi dal proprio medico nei giorni precedenti il “ponte” per sapere se lo studio sarà aperto e in quali orari, oppure collegarsi col sito dell’azienda sanitaria, dove con qualche giorno di anticipo viene pubblicato l’elenco degli ambulatori che spezzeranno le feste.
Per i motivi più disparati molti cittadini saltano entrambi i passaggi e si presentano dal proprio medico sperando che quel giorno (feriale e prefestivo) il servizio sia attivo. Se lo trovano chiuso si rivolgono alla guardia medica portando con sè anche una certa dose di malumore per aver compiuto un giro a vuoto.
L’incontro col proprio medico, inoltre, potrebbe essere saltato anche per altre ragioni: ad esempio perché l’utente non ha “centrato” l’orario di apertura indicato per quel prefestivo. E a questo proposito diversi utenti ieri si sono lamentati per la brevità del servizio: in molti casi l’orario di accoglienza era ridotto a due ore, dalle 8 alle 10 del mattino. «Perché, visto che ha deciso di accogliere gli assistiti in via straordinaria, il medico di base non fa l’orario pieno anche se è un giorno prefestivo?», chiedeva un signore piuttosto agitato entrato da più di un’ora nella sala d’attesa della guardia medica di Ferrara. Una domanda che si sono posti anche alcuni dei camici bianchi in servizio di continuità assistenziale.
C’è anche da dire che la base volontaria del servizio prefestivo da parte dei medici di base non agevola l’utenza chiamata ad informarsi di volta in volta.
Poi c’è la questione di chi ieri ha trovato chiuso l’ambulatorio del proprio medico che aveva invece annunciato l’apertura straordinaria. Qualche caso si sarebbe verificato nei paesi dell’alto ferrarese. Altro discorso è l’adeguatezza dell’organico.
A Ferrara l’assenza di un quinto medico (che viene concesso dall’Asl solo in casi eccezionali) ha costretto il servizio a dirottare in ambulatorio uno dei sanitari preposti alle visite domiciliari. Verso mezzogiorno in via Gandini erano giunte una sessantina di telefonate e almeno una trentina di pazienti si erano presentati fisicamente in sede.
A Copparo, stessa ora, la guardia medica aveva assistito una trentina di pazienti (oltre le chiamate che richiedono tempo per poter formulare una diagnosi a distanza), a Comacchio una quindicina di persone da aggiungere a numerose telefonate, a Cento una trentina di cittadini in ambulatorio più una trentina di telefonate, ad Argenta una quindicina di pazienti e «tante chiamate da casa».
Gioele Caccia
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