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Perse la vita per la Patria Una laurea honoris causa

Perse la vita per la Patria Una laurea honoris causa

Il riconoscimento a Cassiano Corticelli morto a 26 anni in guerra sul Carso La solenne cerimonia venerdì nell’aula magna dell’Università di Bologna

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ARGENTA. Onorare quei giovani che un secolo fa persero la vita per la Patria ma che al tempo stesso furono iscritti all'Università di Bologna. Fra questi Cassiano Corticelli, originario di Bondeno ma argentano a tutti gli effetti tant'è che la sua tomba si trova nel cimitero di Argenta. Uno studente modello e l'ateneo bolognese, dopo un'accurata ricerca, ha deciso di conferire alla memoria la Laurea Honoris Causa. La solenne cerimonia è prevista il 4 novembre nell'aula magna dell'Università di Bologna. Il tutto nasce da una ricerca promossa dall'Archivio storico dell'Università, in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Da questa ricerca è risultato che ben 45 sono gli studenti e fra questi c'era Cassiano Corticelli. Per poter procedere però(le lauree Honoris Causa costituiscono un atto ufficiale), serviva come principale documentazione il certificato di nascita. I contatti successivi e la fattiva collaborazione con l’ex assessore del Comune di Bondeno Daniele Biancardi, ha permesso di ottenere il documento di nascita in quanto, Cassiano Corticelli, figlio di n.n., era nato a Bondeno il 22/06/1889, morto a 26 anni sul Carso il 18/08/1917 per ferite riportate in combattimento. Di questa importante vicenda storica, se ne sono occupati anche alcuni storici argentani: Beniamino Carlotti e Vanni Geminiani. Oltre alla conferma che i genitori non vollero essere nominati, Carlotti-Geminiani hanno scoperto che fu l'ostetrica Agata Forlani a denunciare la nascita allo stato civile di Bondeno e il responsabile Augusto Borgatti decise di chiamarlo Cassiano Corticelli. Lo stesso giorno venne battezzato e poi affidato al brefotrofio di Ferrara. Il 4 luglio, Cassiano viene dato in "custodia affidataria per allattamento" ad una balia di Este(Pd). Ed è da qui che Cassiano diventa argentano; Lucia Ghesini, vedova Cavina, avendo perso il proprio figlio da pochi giorni, fa domanda al Pio Istituto di Ferrara di avere in custodia un neonato, cosa che le viene concessa il 12 dicembre 1889: con lei vi rimane fino al 22 giugno 1910. Cassiano cresce con una forte passione per gli studi e sostenuto dal medico argentano Francesco Orta e da altre donatori, frequenta le scuole tecniche e il triennio ad Argenta poi il biennio a Ferrara quindi, nel 1910 si iscrive alla facoltà di matematica fisica e scienze naturali di Bologna. Contemporaneamente inizia anche il suo impegno sociale e politico collaborando anche al periodico socialista ferrarese "La Scintilla" e proprio durante un volantinaggio antimilitarista davanti alla stazione ferroviaria di Argenta, Cassiano viene sottoposto a "Vigilanza speciale". Frequentando l'università e dando lezioni di matematica all'istituto Ungarelli, rinvia il servizi di leva fino al 23 novembre 2015 quando viene nominato ufficiale di complemento. Il sottotenente Corticelli viene trasferito prima a Pesaro poi a Udine. Per il coraggio dimostrato in un'operazione viene promosso tenente e gli viene conferita la medaglia di bronzo al valor militare. Cassiano Corticelli morirà alle 17.30 del 18 agosto 1917 sull'altopiano Carsico e alla memoria gli sarà concessa anche la medaglia d'argento. Viene sepolto nel cimitero militare di Aquileia. Ad Argenta per onorare la figura del ten. Corticelli gli viene dedicata una cooperativa bracciantile. Nel 1922, i resti furono traslati da Aquileia ad Argenta. Nel dopoguerra, il Comune gli dedicò una via del capoluogo.

Giorgio Carnaroli

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