Volano e il salto d’acqua L’area sistemata ha cambiato volto
Formignana, l’impianto realizzato nella conca di Valpagliaro produce energia elettrica: sostituite le vecchie chiuse
VALPAGLIARO. Un'area che cambia volto. Si tratta della zona compresa nell’idrovia ferrarese sul Po di Volano, più precisamente nella zona della conca di Valpagliaro al confine tra i comuni di Formignana, Ferrara e Copparo. Recentemente si sono conclusi i lavori realizzati dalla Regione Emilia Romagna ovvero il posizionamento delle nuove chiuse, al posto delle precedenti, vetuste e a rischio sicurezza. Nella zona si è creata una bella area verde (gestita dal Borgo Valpagliaro per vari eventi) per il turismo lento compresa tra la Villa Mensa a Sabbioncello San Vittore, e Final di Rero dove qualche anno fa è stata inaugurata la via delle Siepi.
Rimangono ruderi di un vecchio mulino. Ma intanto (un progetto a sua volta atteso da tanti anni) il salto d'acqua della conca è diventato finalmente una fonte per la produzione di energia elettrica, grazie al modernissimo impianto idroelettrico, progettato e costruito dalla società ferrarese Hydrolab. Si tratta del primo impianto del genere esistente in provincia di Ferrara nel Nord Europa impianti simili sono molto numerosi). L’impianto è entrato in funzione nel maggio di quest’anno ed è decisamente all'avanguardia nella produzione di energia pulita basata sulla difesa dell'ambiente: al taglio del nastro c'erano il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani (e presidente dell’amministrazione provinciale) la consigliere regionale Marcella Zappaterra e il parlamentare ferrarese Alessandro Bratti.
L'impianto ha una potenza erogata di 242 kw: sfrutta a Valpagliaro un salto idraulico di 3,1 metri, una portata nominale di 11 metri cubi al secondo.
L'energia media prodotta è di 1200 Mwh/anno: in pratica è equivalente al fabbisogno di circa 700 abitazioni e utenze. Ma c'è da sottolineare anche l'aspetto del rispetto dell'ambiente, come ci confermano i progettisti della società, gli ingegneri Nicola Fergnani, Michele Fergnani e Iuri Cantarini (che assieme all'ingegner Fabrizio Brunetti dello studio Ingegneri Associati) hanno avuto l'dea di progettare l'impianto per conto della Regione Emilia Romagna.
«Come emissioni inquinanti evitate-sono le loro parole- esso consente una riduzione dei consumi nazionali pari a cinque barili di petrolio al giorno, per un totale di 230 tonnellate risparmiate ogni anno. L'energia elettrica prodotta in questo modo è la piu' pulita tra le fonti energetiche. Si sono dovute superare lungaggini burocratiche durate quattro anni e un’incertezza di tipo normativo. Realizzato in soli sei mesi, grazie all'automazione l'impianto è completamente automatizzato, ha una vita utile minima di trent'anni, non ha bisogno di operatori fissi sul posto (gli unici limiti sono legati alla disponibilità idrica del corso d'acqua). Solamente controlli di routine.
Un impianto a km zero: nuova frontiera delle fonti energetiche rinnovabili del Ferrarese. Non solo: i macchinari sono compatibili con la fauna ittica. Quindi un'opera progettata e gestita da una giovane società ferrarese: «Ma ferraresi-concludono i tecnici di Hydrolab- sono anche la grande maggioranza delle aziende che hanno materialmente realizzato i lavori: dalle turbine, agli scavi, opere civili, la carpenteria metallica». Decisamente un bell’esempio certamente da imitare in altre arre geografiche italiane e regionali in particolare.
Franco Corli
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