La Nuova Ferrara

Ferrara

i monaci con il saio bianco in città dal 1414

Erano presenti a Ferrara da sei secoli

Erano presenti a Ferrara da sei secoli

La presenza dei monaci olivetani a Ferrara risale al 1414 quando il marchese Niccolò d'Este particolarmente devoto a questo ordine, supplicò papa Giovanni XXIII di conferire loro il monastero di San...

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La presenza dei monaci olivetani a Ferrara risale al 1414 quando il marchese Niccolò d'Este particolarmente devoto a questo ordine, supplicò papa Giovanni XXIII di conferire loro il monastero di San Giorgio. Dopo pochi mesi alla presenza del vescovo di Ravenna Tommaso Perondoli, e di Pietro Boiardo vescovo di Ferrara, i frati Andrea da Bologna priore di San Michele in Bosco e Frate Francesco Ricci da Padova vi entrarono ufficialmente con alcuni confratelli . Del monastero facevano parte anche le chiese di S. Maria e Nicolò di Cocomaro, di S. Marco di Fossanova, S. Michele di Ripa Padi ( Aguscello), di S. Maria del Polesine e di S. Dionigi di Cona e persino S. Luca ; a questo il Rettore era obbligato a riconoscere ogni anno 3 lucci di 10 libbre ed ad andare al mattutino , ai primi e secondi vespri ed alla Messa grande ; ma nel 1504 su istanza del duca Ercole e licenza del papa, fu assegnato al convento di S. Maria in Vado dell'Ordine di S. Agostino e Congregazione di S. Salvatore con obbligo al suo priore di mandare a S. Giorgio, ogni anno il Sabato Santo l'acqua del battesimo, sotto pena di 100 libbre di cera e dare per censo , uno scudo d'oro. Nel 1436 si rinunziò alla chiesa ed all'ospedale di S. Alessio nella Contrada di S. Salvatore donati a S. Giorgio dal marchese Niccolò nel 1414, mentre invece il monastero diventa fruitore dell'ospedale di S. Maurelio donato attraverso il testamento di tale Bartolomeo di Pietro Borassone che destinò la sua casa per gli ammalati indigenti. Del monastero olivetano fa parte l'oratorio della Madonna del salice realizzato nel 1503 in parte con denaro di Ercole Strozzi ed in parte con quello delle elemosine raccolte dal 13 giugno1504 dopo il primo miracolo fatto dalla Vergine.

Dalle cronache redatte da frate Matteo Ronto nel 1419, si sa che il Po straripò allagando il monastero e costringendo i frati a muoversi in barca. La preoccupazione era per le sante reliquie di s. Maurelio ed s. Alberto sepolte in un luogo basso. Il 7 maggio giorno di S. Maurelio, vescovo,clero, monache, nobiltà e popolo, in processione estrassero due cassettine, con i resti dei due santi che furono poi poste sull'altare maggiore, adorate dai fedeli e secondo la cronaca, fautrici di miracoli; si narra che dal luogo dove erano originariamente sgorgasse acqua limpida con la quale si guarirono molti ammalati. Successivamente furono posti in due altari diversi tuttora visibili.

All'epoca della devoluzione degli Estensi a Modena, dopo la morte del duca Alfonso II, il 7 maggio 1598 soggiornò per una notte nel convento che nel frattempo si era ingrandito avendo incamerato una proprietà in via Ghiara e S. Pietro, papa Clemente VIII arrivato a Ferrara per prendere possesso della città ritornata alla Sede Apostolica . Nel 1622 nuovo ampliamento e nascita del monastero di S. Francesca Romana . Si stanno avvicinando però tempi bui; infatti nel 1708 ben 2000 soldati austriaci entrano in S. Giorgio e vi sono scontri con le truppe pontificie. Vent'anni per restaurare la chiesa e nel 1729 si posa la statua della Madonna sulla piazza. Nel 1742 il monastero diventa ospedale per le truppe spagnole ma sta per scadere il governo papale a Ferrara perché nel 1796 arrivano i francesi che sopprimono tutte le Congregazioni religiose e così l'Abate deve andarsene. Fra i primi abati generali si ricordano in particolare frate Nicolò Roverella , frate Girolamo De Grassis da Carpi, frate Marco, D. Battista e D. Benedetto nel 1549 mentre fra gli ultimissimi ancora in vita i parroci padre Nazzareno che lasciò a padre Giacomo ritiratosi per motivi di salute ed ultimo padre Antonio che se ne andrà fra pochi giorni mettendo fine ad una lunga pagina di storia olivetana a San Giorgio. (m.g.)

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