«Il post di Vitellio per il Sì mi spinge a votare No»
Reazioni al sarcasmo del segretario Pd verso la prima fila al dibattito con D’Alema. Merighi: mascalzonate. Checcoli: fa il bulletto. Soffritti e Polastri: no comment
FERRARA. «Non ho nulla da dire. Penso solo che Vitellio facendo così non fa guadagnare voti al Sì. Questo me lo suggerisce il buon senso». A Roberto Soffritti, che nella sua carriera politica di attacchi ne ha avuti parecchi - il più duro dei quali gli costò l’impossibilità di ricandidarsi a sindaco dopo 16 anni di dominio - la foto postata e commentata dal segretario del Pd Luigi Vitellio deve averlo appena sfiorato. «Sono andato a sentire D’Alema, così come il 10 andrò a sentire la costituzionalista Carlassare...e come voterò al referendum lo dirò al momento opportuno».
Vitellio con il tweet e con il post su Facebook (“Andiamo oltre questa storia? #bastaunsi”) ha preso sarcasticamente di mira la prima fila che il 29 settembre era al Ridotto del Comunale per ascoltare la filippica di D’Alema contro la riforma costituzionale Renzi-Boschi.
Avaro di parole è Roberto Polastri, oggi direttore generale di Unife, in gioventù sindaco di Copparo, poi assessore a Ferrara: «Credo che quel post non meriti commenti. Ero lì ad informarmi come persona da sempre interessata ai temi istituzionali».
Vainer Merighi - già funzionario Cna, assessore ai lavori pubblici e poi presidente Ente Palio, oggi titolare di un’impresa - invece commenta. «Ho provato imbarazzo più che rabbia leggendo quella frase perché il mondo non comincia nè con Renzi nè con Vitellio e cercare consensi denigrando le persone che ci sono state prima la trovo una mascalzonaggine. Sono state persone che avranno anche commesso degli errori, ma che si sono impegnate, hanno fatto anche sacrifici e hanno cercato di rendersi utili per la città e forse qualche volte ci sono riuscite. Proprio lunedì ero a passeggiare sulle Mura e ho scattato alcune foto a questo monumento che è stato restituito alla città e ai ferraresi. Vedermi rappresentato in quel modo dal segretario mi amareggia, anche perché Vitellio non sa che opinioni ho io sul referendum, tant’è che ho lavorato per portare a Ferrara quelli del No e quelli del Sì, perché vorrei un confronto civile, mentre qualcuno cerca lo scontro incivile».
Gabriele Ghetti - già dirigente della Cgil poi assessore, fino a pochi anno fa presidente della Sipro - è lapidario: «Non mi è piaciuto e basta. Il segretario poteva risparmiarselo, il resto glielo dirò a quattr’occhi». Alla domanda su come voterà risponde così: «Sono tra quelli che decideranno all’ultimo minuto se votare Sì o votare No. Questa cosa che è stata fatta ti spinge verso il No».
La reazione di Egidio Checcoli (una vita nel movimento cooperativo, ex presidente provinciale Legacoop) la si può leggere tra i commenti su Fb al fototesto di Vitellio: «Segretario, sono orgoglioso di essere in quella foto ed è mia ferma intenzione di votare NO al referendum del 4 dicembre. "Andare oltre" può significare tante cose, anche spiacevoli. Penso di avere tanti difetti e poche virtù ma i miei genitori mi hanno educato ad avere rispetto per le persone ed il partito che mi ha formato politicamente mi ha insegnato ad avere rispetto per gli avversari politici. Da 20 anni non ho incarichi di partito, lavoro però nelle Feste per aiutare finanziariamente il partito nel quale sono iscritto. È quello che fortunatamente fanno in tanti ed alcuni sono proprio quelli che vuoi rottamare. Se proprio vuoi bene al tuo partito, anziché perdere tempo in stupidaggini da bulletto lavora per implementare l'organizzazione, recuperare i tanti iscritti che abbiamo perso in questi anni».
Marcello Pradarelli
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