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Profughi in vista, modello Gorino anche a Ficarolo

Profughi in vista, modello Gorino anche a Ficarolo

Il titolare dell'Hotel Lory, requisito dal prefetto, è comacchiese e pronto alla battaglia: un'ingiustizia, mi lego al cancello piuttosto
Il sindaco di Goro: "Naomo? Mai chiamato"

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FICAROLO. A Ficarolo, comune dell’alto Polesine, a ridosso del bondenese, si è riproposto ieri il copione visto a Gorino il 24 ottobre scorso. La popolazione è insorta al fianco di Luigi Fogli, titolare dell’”Hotel Lory”, requisito venerdì dal prefetto di Rovigo, Enrico Caterino, per ospitare circa 80 profughi. Fogli, 79enne di origini comacchiesi, ha lasciato il suo paese di origine nel 1967, «per seguire quella che è diventata mia moglie, che era di Quatrelle e con lei ho aperto l’hotel, il ristorante e anche il night Rimmel. Da quando è deceduta mia moglie 18 anni fa porto avanti da solo le attività– prosegue Fogli –, ma se mi portano i profughi, mi trovano incatenato al cancello d’ingresso» Spiegando per filo e per segno gli antefatti, Fogli solleva perplessità sull’atto di requisizione, notificatogli nel pomeriggio di venerdì, dopo esser stato precedentemente contattato dalla Prefettura di Rovigo, ma senza formalizzare la propria disponibilità ad accogliere i profughi.

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«Quello che sta avvenendo qui – tuona Fogli – è molto grave, perché a Gorino il provvedimento di requisizione del prefetto aveva interessato una struttura pubblica, di proprietà della provincia, ma questo è un albergo privato. Non credo proprio che riusciranno a far entrare i profughi – incalza l’uomo – perché non mando via i clienti». La requisizione concerne tutte e 30 le stanze dell’hotel a tre stelle, aperto tutto l’anno, frequentato non solo da clienti di passaggio lungo la statale e l’autostrada, ma anche da operai occupati nei cantieri edili della zona. «Tutto il paese è con me – dichiara Fogli – e sta arrivando gente dai paesi vicini, ma anche da Rovigo e da Ferrara». Mentre l’uomo resta risoluto sulle proprie posizioni, fanno discutere sul web le parole del leghista Naomo Lodi che, riferendosi ai fatti di Gorino, parla di “metodo Naomo”, salvo poi ricevere una sonora smentita, proprio dagli abitanti di Goro e Gorino.

Mentre davanti all’hotel Lory spuntava uno striscione con la provocazione “Nelle tende i terremotati e negli hotel i profughi”, il sindaco di Ficarolo, Fabiano Pigaiani, enunciava “le due risposte concrete” uscite dalla seduta straordinaria del Consiglio Comunale convocato sabato sera. «Il primo è un no ad una eventuale accoglienza di 80 profughi, perché quella è la capienza ricettiva della struttura – spiega Piagaiani - C’è stata unione tra maggioranza e minoranza ad esprimersi in quel senso, insieme alla cittadinanza».

Il primo cittadino di Ficarolo però lancia anche un segnale di apertura con «un sì all’accoglienza nei termini dell’accordo previsto da Anci e Ministero dell’Interno, quello del 3 per mille – precisa Pigaiani -, 3 profughi per mille abitanti». A detta del sindaco di Ficarolo quest’ultima sarebbe la soluzione da proporre al tavolo convocato il 7 novembre prossimo in provincia a Rovigo, in presenza di tutti i sindaci. Pigaiani invoca infine «un’assunzione di responsabilità, da parte di tutti i sindaci della nostra provincia, per risolvere un problema che non può accollarsi da solo il Comune di Ficarolo».

Katia Romagnoli

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