San Benedetto, un progetto per l’ex chiostro
L’assessore Fusari: i soldi per trasformarlo nella sede dell’Agenzia delle Entrate ci sono
L’ex chiostro di San Benedetto è certamente una delle zone più affascinanti della città. Eppure da anni versa in una condizione di degrado ed abbandono che ha attirato a più riprese l’attenzione dei cittadini e degli organi di informazione.
Ultimamente la vicenda, richiamata da un lettore, è finita sulla rivista del Touring club italiano. L’ultima occasione in cui si era parlato del futuro di questo complesso risale ad un anno fa, quando i ministri Franceschini, Giannini e Finotti si incontrarono a Ferrara per firmare un protocollo per la valorizzazione di diverse aree della città e l’accorpamento di sedi e uffici pubblici. Tra queste c’era l’ex chiostro di San Benedetto, indicato come futura sede dell’Agenzia delle entrate (oggi in via Maverna, dove si paga l’affitto) e di altri uffici dell’Agenzia del Territorio (oggi nell’ex Casa del fascio). Entrate e Territorio sono stati accorpati dal punto di vista amministrativo, se il progetto “chiostro” andrà in porto lo saranno, in città, anche dal punto di vista logistico.
«La notizia positiva - annuncia l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari - è che ci sono i soldi per riadattare e riqualificare l’ex chiostro di San Benedetto (circa 12,5 milioni, ndr) e che proprio pochi giorni fa abbiamo ricevuto assicurazioni che la cosa sta andando avanti dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche».
Il rendez-vous si è svolto la settimana scorsa a Bologna e proprio in quella sede, sottolinea l’assessore, sono maturati gli ultimi incoraggianti sviluppi. L’Agenzia delle Entrate è proprietaria dell’immobile e del terreno. All’inizio del decennio in corso aveva presentato un progetto - erano anche stati individuati i fondi, circa 15 milioni di euro - per trasformare la struttura nella sede della Scuola di formazione dell’Agenzia delle Entrate. Sembrava cosa fatta, ma il percorso si arenò e per anni la vicenda è rimasta sospesa, in stand by. Col cambio di destinazione d’uso ora si aprono nuove prospettive. Ma serviranno anni per portare a conclusione l’operazione, sempre che l’esito sia favorevole. Sarà predisposto un bando per l’affidamento del progetto e solo dopo la sua approvazione si potrà parlare dei lavori. (gi.ca.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
