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Conservatorio, l’auditorium per la città

di Gian Pietro Zerbini
Conservatorio, l’auditorium per la città

Il presidente Colaiacovo spiega le tappe che porteranno alla ristrutturazione dell’ampio contenitore culturale

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FERRARA. Sulle pareti campeggiano ancora i segni del tempo a testimonianza di un passato molto lontano. Nel ventre del Conservatorio di Ferrara, il maestoso auditorium assomiglia ora all’interno di una grande nave in costruzione, in attesa dell’imminente intervento decisivo che lo restituirà alla sua definitiva agibilità. Sui muri, tra le impalcature in legno, si scorgono ancora affreschi del quattrocento e anche numeri, erano quelli dei posti letto del vecchio ospedale Sant’Anna, che per secoli - e fino al 1927 - aveva sede proprio in questo edificio, che ha avuto un’ultima grande trasformazione negli Anni Trenta del secolo scorso , qualche anno dopo il trasferimento dell’ospedale in corso Giovecca. La mano dell’ingegner Savonuzzi, principale interprete dell’architettura razionalista ferrarese del Novecento, si vede benissimo anche se a quell’epoca c’era poca attenzione su due fattori che al giorno d’oggi appaiono come pesanti lacune. La prima era la presenza in dosi massicce di amianto nella struttura, che ha costretto ad un radicale intervento di bonifica per eliminare il pericoloso materiale dalla struttura. Scarsa considerazione anche per l’accessibilità ai disabili, con una serie di barriere architettoniche che ovviamente adesso devono essere quanto meno tolte.

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«L’auditorium - spiega Francesco Colaiacovo, dalla scorsa primavera presidente del Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara - è in un avanzato stato progettuale, realizzato con le nostre risorse e con l’ausilio di tecnici importanti come l’ingegner Pompoli di Unife. Adesso siamo in attesa di partecipare con questo progetto al prossimo bando del Miur (il ministero dell’istruzione) nel quale stanzia 90 milioni. Per sanare il Conservatorio di Ferrara occorreranno 1 milione e 300mila euro oltre all’Iva e ad altri oneri, che faranno salire il costo complessivo attorno a 1,6 milioni di euro. Tramite il bando, che offre la possibilità di accedere ad un mutuo trentennale, abbiamo la possibilità che lo Stato paghi le rate di questo debito. Tempi tecnici? Entro l’anno dovrebbe aprirsi il bando, entro il 2017 l’avvio del cantiere per la riqualificazione dell’auditorium e la conclusione dei lavori sicuramente entro la fine della legislatura nella primavera 2019».

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Lo sblocco per riportare l’auditorium ad una nuova fruizione dopo quasi cinquant’anni di abbandona e di oblio è arrivato da un accordo istituzionale. In questo ambito è stato firmato a Ferrara il 12 ottobre 2015 un protocollo d’intesa per il recupero e la valorizzazione della struttura sottoscritto da Comune, Regione, quattro ministeri ((Beni Culturali, Difesa, Istruzione e Interni) e dal Demanio.

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Una volta ricostruito, l’auditorium sarà usato soprattutto dal Conservatorio come spazio aggiuntivo per corsi e lezioni didattiche, che al momento si svolgono sul palcoscenico. Ma verrà utilizzato soprattutto per le esibizione e gli spettacoli, visto anche le numerose produzioni musicali realizzate dal Conservatorio.

C’è poi un’aspetto anche di fruibilità cittadina, sul quale la giunta comunale ha già posto l’indice per indirizzare la struttura che all’impiego di contenitore culturale, da sfruttare per incrementare in città il turismo congressuale.

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