Goro al lavoro sui profughi, individuato un alloggio
Lenta opera di ricucitura tra Comune, cittadini e cooperative di pesca Il paese studia una formula per accogliere, in Prefettura la riunione decisiva
GORO. Goro non poteva passare come il paese che alza i muri. Sono ore frenetiche per tutti, a Goro, queste ultime. Ma lo sono, soprattutto, per il sindaco Diego Viviani sul quale si è avversata una vicenda pesante, un sindaco che sta cercando di rimarginare lo strappo (operazione tutto fuorché semplice) tra una parte della sua popolazione e l’istituzione Comune da lui rappresentata. A fare la sua parte, non senza una buona dose di superficialità, è arrivato anche il tritacarne della televisione, che ha messo (ingiustamente) Goro alla gogna.
Vanno perdonati, i protagonisti di quella televisione, così come si perdonano gli osservatori distratti che sentenziano senza conoscere. Qualcuno, anzi più di qualcuno, ha visto Viviani dall’altra parte, dalla parte del Governo, cioè di chi voleva imporre ai goresi l’arrivo di un certo numero di profughi. Viviani, che è persona sensibile, ha capito di essere finito tra l’incudine (della sua gente) e il martello (del Governo). Da lì in avanti molti fatti sono noti: le barricate, il no di Goro a soluzioni imposte, il carattere di questa gente che è uscito in tutta la sua ossuta fierezza, gli incontri tra sindaco e cittadini, e tra sindaco e dirigenti delle cooperative di pesca, il tessuto connettivo di questo territorio. Insomma, Goro ha capito di non voler fare la parte di chi non ha cuore, proprio Goro, che di cuore ne ha dimostrato così tanto nella sua storia in innumerevoli occasioni.
Così, tra una riunione e l’altra, il primo cittadino sta assaporando la fase più complicata del suo mandato. Ma da queste parti funziona così, perché il temperamento dei cittadini è tosto. In questo scenario in evoluzione, per fortuna, almeno una certezza c’è: domani pomeriggio in Prefettura è convocata una riunione tra Prefetto e autorità locali. Al 90% si dovrebbe decidere il sì all’arrivo di un numero (ancora imprecisato) di profughi.
Ieri abbiamo provato per ore a metterci in contatto telefonico col sindaco Viviani, ma non è stato possibile raggiungerlo. C’è anche un altro indizio fondamentale, in tutta questa vicenda, che fa pensare che alla fine Goro saprà dare il meglio di sè anche in tema di ospitalità: sarebbe infatti già stato individuato un edificio idoneo ad ospitare, appunto, i profughi. La riunione di domani pomeriggio in Prefettura servirà a mettere il timbro anche su questo aspetto. La vicenda insomma pare andare verso una lenta, faticosa soluzione: il messaggio sembra passato. Goro non erige muri, ci mancherebbe. Goro è sempre stata terra ospitale, lo dice la storia, lo fa capire il cuore di questa gente. Infine, ieri la conferma della vicenda in via di risoluzione è arrivata anche da alcuni capi delle cooperative di pesca.
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