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«In Sacca ci sono troppe iniquità»

«In Sacca ci sono troppe iniquità»

Conventi (Coalmo) e Sambi (La valle): il bando della Regione sulle concessioni va migliorato

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COMACCHIO. «Non è una questione politica, né di colori o di gruppi. E’ una causa minoritaria, che merita ascolto e dovute attenzioni. Da anni andiamo dicendo che sulle concessioni ci sono iniquità, ma restiamo inascoltati dalla Regione».

In sintesi ieri mattina Rino Conventi, presidente della cooperativa di pesca Co.al.mo di Goro e Filippo Sambi, presidente della cooperativa La Valle di Comacchio, hanno illustrato alla stampa le ragioni delle loro perplessità, intorno al bando regionale di prossima emanazione per l’assegnazione delle attuali aree di tutela biologica, ossia della nursery della sacca di Goro. Quello che propongono con forza i presidenti delle due cooperative consiste nel rivedere i criteri che andranno a delineare il dispositivo del bando, perché “è necessario prima di tutto fare chiarezza – ha sottolineato Conventi -, in modo da evitare iniquità di trattamento.” Duro Filippo Sambi nel suo intervento, ha chiarito come “le assegnazioni delle concessioni potranno avvenire in base alla metratura già concessionata alle cooperative e io che ho a disposizione 4mila metri, rispetto chi ne ha il doppio, cioè 8mila, dispongo pure di meno tempo, 7 mesi di utilizzo a fronte di 12 mesi riconosciuti agli altri e mi tocca prelevare anche meno ceste di vongole.” Conventi e Sambi, che ritengono di essere inascoltati da anni e neppure invitati ai tavoli regionali di discussione del problema, tengono a specificare che “anche altre 6 cooperative di Comacchio, socie del consorzio Tre Ponti si trovano nella stessa situazione. Noi diciamo quello che pensiamo e non abbiamo paura di ritorsioni – va avanti Rino Conventi -, ma non abbiamo neppure nulla su cui poter essere attaccati.” Chiedendo al Comune di farsi interprete delle loro perplessità e rimostranza, “dato che la Regione ci discrimina”, i presidenti delle due cooperative non trovano spiegazione neppure alle numerose PEC spedite a Bologna, senza riscontro. Secondo le cooperative Co.al.mo e La Valle la ragione del contendere ha origini lontane e prende le mosse dal regolamento regionale 2510/2003, che suddivide il mare regionale in 3 parti, la prima delle quali compresa tra il faro di Gorino e la diga foranea di Ravenna. Ciascun allevatore di vongole può disporre al suo interno di una concessione di superficie sino a 8mila metri, ma se l’area è circoscritta tra la battigia e le scogliere frangiflutto, come nel caso delle cooperative Co.al.mo e La Valle, la concessione rilasciata può interessare un’area non superiore a 4mila metri di estensione. “La norma tace invece dalla diga foranea di Ravenna sino a Gabicce, per cui – sottolinea Conventi – solo qui si assiste a disparità di trattamento».

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