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il ricordo dell’alluvione del 1966

«Allora si era più sensibili agli altri»

«Allora si era più sensibili agli altri»

Il ferrarese Beccati 50 anni fa è stato un “angelo” di Firenze

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È uno degli “angeli” Firenze. Il ferrarese Carlo Alberto Beccati, esattamente 50 anni fa, era partito per il capoluogo toscano per prestare volontariamente soccorso e dare una mano ad arginare la grande emergenza della devastante alluvione dell’Arno.

«Non avevo ancora vent’anni - ricorda Beccati - avevo da pochi mesi concluso l’esame di maturità e mi stavo accingendo a frequentare il primo anno di Scienze Politiche a Bologna. Facevo parte degli scout di Ferrara 4, all’interno del gruppo avevano chiesto la disponibilità di qualcuno che andasse a dare una mane e siamo partiti io e un altro ragazzo. Ricordo che siamo stati una settimana a Firenze, ospiti in una casa in centro messa a disposizione della famiglia Pucci, proprio nell’omonima via. Penso spesso a quell’esperienza perché a mio avviso allora c’erano più afflato ed attenzione alle problematiche e alle esigenze degli altri, cose che oggi non vedo, basta guardare quello che è successo di recente a Gorino».

Beccati racconta anche che nella settimana di permanenza a Firenze, per l’emergenza Arno, il suo lavoro consisteva nel liberare la cantine dai tanti detriti portati dal fiume.

«E’ stata una bellissima esperienza - conclude Beccati - coinvolgente e formativa» .

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