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Risse tra stranieri, rischi e polemiche

Risse tra stranieri, rischi e polemiche

Arrestato per false generalità il marocchino ferito negli scontri dell’altra sera. Residenti preoccupati per i continui episodi

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Nell’ultima settimana si sono moltiplicati gli episodi di risse tra cittdini extracomunitari di diverse etnie nella zona Gad. Il fatto sta preoccupando non solo i residenti del quartiere, esasperati da questo ritorno di violenza, ma anche i rappresentati delle comunità straniere. Il pericolo che una sorta di battaglia interna per il controllo del territorio si sia scatenata tra nigeriani e marocchini è nell’aria e soprattutto si vuole impedire che queste risse possano degenerare in fatti gravi. Gli ultimi bollettini di guerra parlano di tre persone rimaste ferite negli incidenti tra fazioni: due nigeriani e un marocchino. Quest’ultimo è stato anche arrestato dai carabinieri mercoledì sera dopo che era rimasto ferito con una bottigliata alla testa, perché oltre a rifiutare il ricovero al pronto soccorso dopo che gli operatori dell’ambulanza lo avevano medicato, ha fornito ai militari false generalità. I residenti manifestano la loro preoccupazione e riscontrano questa nuova recrudescenza nelle risse dopo che durante l’estate la situazione si stava normalizzando.

Sul problema interviene anche Kelvin Jacob, portavoce della comunità nigeriana a Ferrara. «Chi compie reati deve pagare - attacca Jacob - di qualsiasi nazionalità sia, per questo quando è un nigeriano che viene sorpreso a fare a botte e ferire un’altra persona debba essere perseguito con fermezza. Come comunità ci stiamo battendo da mesi per riportare la pace e la tranquillità nella zona Gad. Sono dell’opinione anche che siano necessarie delle punizioni esemplare per chi delinque, ci vogliono pene severe e allora sono convinto che questi signori, ripeto di qualsiasi nazionalità, ci penseranno bene prima di partecipare a risse, spacciare e creare turbativa alla pacifica convivenza. Siamo per l’integrazione, la nostra comunità proprio per questo, sabato pomeriggio farà una festa al centro sociale del Barco insieme alla gente del posto per ribadire con forza la nostra volontà ad integrarsi in questa città in pace. Per contrastare la violenza occorre reagire con pene severe. Nei prossimi giorni chiederò anche un incontro con il signor questore per parlare proprio di questi problemi. La nostra comunità vuole collaborare anche perché non ci piace essere additati come violenti e spacciatori per colpa di alcune mele marce, che meritano di finire in carcere».

Intanto le forze dell’ordine sono impegnate a contrastare questa nuova ondata di pericolosa litigiosità tra opposte fazioni di stranieri che spesso sfocia in risse. Bisogna dare atto che quando intervengono loro, le risse si placano sul nascere ed è per questo che è importante la loro costante presenza sul territorio.

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