Ubi stringe su tre banche Poi le nozze Carife-Fitd
Fondo interbancario in pista per iniezioni di capitale e nuovo management L’obiettivo: preparare la cassa alla vendita definitiva a un soggetto bancario
Si stringono i tempi per la vendita delle tre good bank a Ubi e, a ruota, per il passaggio di Nuova Carife al Fondo interbancario. Lo scenario sul quale si sta lavorando ovunque, da Bergamo a Roma per arrivare a Francoforte, è ormai questo, anche se i dettagli da limare sono tutt’altro che insignificanti e quindi resta un margine d’incertezza. Roberto Nicastro continua a tenere in caldo l’unica alternativa rimasta, cioè il fondo Apollo, che tra l’altro nella sua offerta aveva inserito l’ipotesi di un rimborso fortettario per gli azionisti azzerati delle quattro banche, e sulla scorta di questa ipotesi l’associazione Vittime del Salva-banche ha chiesto un incontro urgente con Victor Massiah (Ubi) e Stefano De Polis (Bankitalia). C’è però una netta preferenza per la soluzione-Ubi, considerata più rassicurante per la clientela e i correntisti di tre banche duramente provate da mesi d’incertezza. È possibile che la prossima settimana gli organi della banca bergamasca diano il via libera all’offerta per Etruria, Marche e Chieti, dopo aver ottenuto tra l’altro la garanzia di un intervento sul capitale (si parla di 300 milioni) da parte del Fitd. A quel punto bisognerà comunque attendere la riunione degli organi Bce per la ratifica dell’intesa, ed è probabile passi un’altra settimana.
Solo al termine di quest’iter sarà ufficialmente varato anche il salvataggio-bis di Nuova Carife, attraverso l’immissione di capitale fresco da parte del Fitd, si parla di una cifra inferiore ai 100 milioni, che andrebbe così ad acquisire il controllo della banca. È lo stesso punto d’arrivo previsto dal piano approvato dall’assemblea di luglio 2015, bloccato dall’opposizione Ue: stavolta ad intervenire sarebbe il braccio volontario del Fitd, che ha già sostenuto con iniezioni di capitale Tercas e Cassa di Risparmio di Cesena. Alla direzione generale della cassa romagnola, dopo l’arrivo del Fondo, si è tra l’altro insediato Bruno Bossina, manager ex Intesa, a lungo in pole position due estati fa per approdare a Ferrara. L’arrivo del Fitd, peraltro, segnerebbe l’esaurimento del mandato di Nicastro e dell’attuale ad, Giovanni Capitanio, che era limitato alla vendita della banca. C’è chi ipotizza sinergie operative con Cesena (Tercas è già di Popbari), ma l’intervento del Fitd è finalizzato a risollevare la banca per prepararla alla definitiva vendita.
Stefano Ciervo
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