Bondeno alla scoperta delle origini e della storia
Le scoperte e le ricerche archeologiche nel duomo al centro di un convegno Nuovi accertamenti sul crocifisso che risale al quattordicesimo secolo
BONDENO. Un vero e proprio scrigno di storia. È il duomo di Bondeno, tra quanto emerso dai saggi di scavo e dalla riscoperta del crocifisso del XIV secolo. Uno scrigno di storia che sarà aperto oggi nell’ambito di un convegno sul duomo e le ricerche archeologiche svoltesi di recente nella zona dove sorge. L’appuntamento è alla sala 2000 dove, dopo i saluti del sindaco Fabio Bergamini e di monsignor Marcello Vincenzi, alle ore 16, si svolgerà un intenso seminario. In cui Andrea Calanca parlerà del contesto storico che avvolge la chiesa, datata 1114, e Mauro Librenti (Università di Venezia) porterà gli ultimi risultati del percorso di scavi svoltisi all’interno della chiesa. Giovanni Santarato, Samuel Bignardi e Nasser Abu Zeid (Università di Ferrara) si occuperanno delle indagini geofisiche. Patrizia Polastri relazionerà anche sul restauro della Torre Matildica, mentre Mauro Sorpilli parlerà anche del delicato restauro dell’antico crocifisso presente all’interno della navata. Le conclusioni saranno affidate a Chiara Guarnieri, archeologa della Soprintendenza. L'iniziativa è promossa da Comune, Associazione Bondeno Cultura, Gruppo Archeologico, Rotary Estense e Lions Club Bondeno.
Proprio il crocifisso e l’auspicio che gli scavi archeologici possano continuare, saranno filo conduttore per l’iniziativa, destinata a portare ancora alla ribalta le origini e la tradizione storica della città matildea. Così, oltre agli affreschi scoperti (databili tra il ’400 e il ’500), il ritrovamento archeologico al centro della navata dimostra l'esistenza di un grosso pilastro di sostegno, probabilmente una delle colonne portanti dalla chiesa romanica. E non vanno dimenticate la struttura che giace sotto il duomo (collocabile fra il XII e il XIII secolo) e, appunto, l’antico crocifisso realizzato in un singolare impasto di terra cruda e fibra vegetale, che in un primo tempo era stato attribuito allo scultore Moerich, transitato da Bondeno attorno al 1.460.
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