Profughi, forfait di Bondeno e Cento in prefettura
All'incontro arriva qualche nuova apertura sull’accoglienza ma Toselli non si presenta (e si scusa) e Bergamini manda il capo dei vigili. Attesi nuovi arrivi
FERRARA. «Abbiamo molto “apprezzato” l’intervento dei sindaci di Cento e di Bondeno», sibila il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, uscendo a passo di marcia dalla saletta della prefettura dove si è appena concluso l’incontro dedicato all’emergenza profughi. Un incontro che ieri aveva un rilievo speciale, convocato dopo l’esplosione nazionale del caso Gorino, con le barricate in strada, le rivendicazioni dei residenti tacciati di “razzismo”, l’imbarazzo del sindaco Pd, Diego Viviani, e le perplessità suscitate perfino tra i banchi del governo e, come se non bastasse, in Vaticano. Ma se è vero che in certe occasioni le assenze spiccano più delle presenze, certamente quelle dei sindaci dei comuni di Bondeno e Cento ieri a Palazzo Giulio d’Este non sono passate nè inosservate nè sotto silenzio. In un caso si è rasentato lo schiaffo istituzionale, con Stefano Ansaloni, il comandante della polizia municipale Alto Ferrarese (Bondeno, Mirabello, Poggio Renatico e Sant’Agostino), inviato a Ferrara dall’amministrazione matildea guidata dal sindaco Fabio Bergamini come «uditore». Un “fantasma istituzionale” per la prefettura, che ha inserito il comune di Bondeno nella lista degli assenti.
Il forfait di Cento è stato giustificato dal sindaco Fabrizio Toselli, che ha telefonato in prefettura «per scusarsi», con gli «impellenti impegni istituzionali legati alle celebrazioni del IV Novembre». In serata, dopo aver chiamato anche «alcuni colleghi per spiegare», ha dichiarato alla Nuova Ferrara, che «l’invito per la riunione in prefettura è arrivato ieri (giovedì, ndr) e oggi (ieri, ndr) non ho potuto essere presente all’incontro. Non c’è nessuna ragione politica, ho il massimo rispetto del prefetto Tortora e del suo ruolo. Ho chiesto di poterlo incontrare al più presto e abbiamo fissato un appuntamento per il prossimo martedì». La posizione dell’amministrazione, però, non è cambiata sull’accoglienza: «Cento sta ancora scontando i danni del terremoto e questo per noi è una priorità, non è una scusa. Non a caso lo stato d’emergenza post-sisma ci consente di non prendere impegni sull’accoglienza fino al 31 dicembre 2018. Ma i 34 profughi che già ospitiamo restano qui, non abbiamo nessun pregiudizio».
Qualcuno dei presenti alla riunione, però, ha osservato che avrebbe potuto inviare un sostituto alla cerimonia del IV novembre o in prefettura. È da rilevare comunque che Toselli ci tiene a distinguere la posizione del suo Comune da quella “muta” di Bondeno. Dai sindaci, vice e assessori giunti dagli altri comuni, compresa una parte delle otto amministrazioni che non ospitano richiedenti asilo e rifugiati, è arrivata una timida apertura all’appello del prefetto che ancora ieri ha chiesto «collaborazione» a tutti i territori. Dai presenti non sono state registrate dichiarazioni di indisponibilità.
Diego Viviani, il sindaco Pd di Goro, sta cercando di “riabilitare” l’amministrazione locale dopo l’episodio delle barricate, anche se a 12 giorni dal fatto è ancora in cerca di una soluzione praticabile. «Ci stiamo attivando per trovare altre sistemazioni per i migranti, dalle quali è escluso l'ostello - ha dichiarato - Siamo disposti a collaborare e stiamo incontrando i comitati civici. Non vogliamo essere segnati a dito da nessuno». La sindaca di Mirabello Angela Poltronieri, vuole riaprire il discorso sul “cratere”. «Tutti i presenti - ha detto - hanno dato la disponibilità. Ho nuovamente sollecitato ai sindaci dell'alto ferrarese un incontro di comitato. Siamo sei comuni del cratere sismico con un’esenzione dalle quote per richiedenti asilo, ma dopo 4 anni la situazione si va normalizzando, quindi ritengo che dobbiamo riaffrontare il tema».
L'assessore ai Servizi alla Persona del Comune di Ferrara. Chiara Sapigni ha osservato che «la maggior parte dei Comuni è d'accordo, ma la mancanza di alcuni è stata un problema. E' un momento difficile, se lo condividiamo è meglio». Il sindaco di Poggio Renatico, Daniele Garuti, ha tirato un po’ il freno: «Il problema più grande si scarica sull'anello più debole. Noi qui a Poggio abbiamo due coppie, una ha già partorito due volte, ma che prospettive hanno? ». Andrea Marchi, primo cittadino di Ostellato, ha sollevato davanti al consesso riunito in prefettura la questione dell’assenza dei sindaci di Bondeno e Cento. «Conosco bene Toselli - ha chiosato - e so che è una persona rispettosa delle istituzioni, ma su questa questione ognuno deve essere presente e spiegare con chiarezza le sue ragioni».
Gioele Caccia e Veronica Capucci
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