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«Per noi una sorpresa, ma non finisce qui»

«Per noi una sorpresa, ma non finisce qui»

Il legale della famiglia, Alberto Bova: in contatto con la procura di cui abbiamo massima fiducia

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Dal febbraio scorso l’avvocato Alberto Bova, diventato il legale della famiglia Forlani, è in contatto con la procura di Padova, con gli inquirenti che stavano indagando su Renato Rossi, omicida reo confesso per il delitto di un consulente padovano, Enzo Sancovich, per cercare di far riaprire anche il caso sulla morte di Luciano Forlani. Anche lui, come la vedova di Forlani, Margherita, ha appreso ieri mattina della notizia della distruzione dei corpi di reato dalla Nuova Ferrara. Ma va oltre il commento di circostanza. Spiega che «sì, abbiamo appreso e prendiamo atto della notizia, che per noi è stata una sorpresa». Ma, aggiunge «abbiamo assoluta fiducia nell’operato di procura e carabinieri di Padova e del loro operato e siamo convinti che faranno di tutto per portare alla luce ciò che abbiamo sempre chiesto: di avere la verità sul delitto di Luciano Forlani». «E’ vero - analizza ancora il legale - i corpi di reato sono stati distrutti, avviene periodicamente nei tribunali, adottando queste decisioni. Altro è dovuto al fatto che non vi sia stata comunicazione alla famiglia». E per il futuro, cosa potrà accadere? «Siamo in contatto con la procura che dagli incontri avuti fino ad oggi ci ha dato prova del lavoro svolto e che il caso non è stato sottovalutato: per questo siamo fiduciosi che le indagini potranno proseguire anche se con queste difficoltà, causate dalla distruzione dei reperti, mancherà la prova tecnica che ci aspettavamo».

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