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a 15 anni dall’archiviazione, tutto cancellato

Sul cappotto e i pantaloni il Dna dell’assassino

Sul cappotto e i pantaloni il Dna dell’assassino

Tra i “corpi del reato”, i vestiti del commercialista, la pistola e le tracce biologiche raccolte

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Perché erano così importanti i “corpi di reato” distrutti nel 2005? Oltre la pistola che Forlani aveva con sè, erano stati repertati anche i suoi vestiti: il cappotto che venne usato per coprirlo (chi lo uccise lo maneggiò, lasciando tracce sopra). Così anche i pantaloni da dove vennero estratti i soldi che aveva in tasca e poi tutti i vestiti che indossava. Ovviamente, anche le tracce biologiche repertate la mattina del 22 dicembre, il giorno del ritrovamento, giorno dopo l’uccisione, nell’auto, nella stradina a ridosso della ferrovia di Correzzola. Insomma, i reperti che fotografavano la scena del delitto. Nel 2005, ricordiamo, il tribunale di Padova decise (come accadeva spesso) di distruggere questi “corpi del reato” perché si ritenne «inutile la loro conservazione» alla luce del fatto che dopo 15 anni dall’archiviazione (vedi articoli qui a fianco) non c’erano gli estremi per conservarli. Alla luce dei fatti di oggi, potrebbe essere stato un errore macroscopico, anche perché oggi con le nuove tecnologie si riesce a isolare il Dna in tracce biologiche infinitesimali: e se in queste tracce vi fosse stato il Dna di Renato Rossi?

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