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«Ci vuole coraggio per superare il dolore»

«Ci vuole coraggio per superare il dolore»

Mirabello, tutta la comunità ai funerali di Samuele Schiavina, campione nello sport ma soprattutto nella vita

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MIRABELLO. Malgrado la minaccia di pioggia, ed un vento freddo, ieri la gente ha cominciato ad affollare il piazzale della chiesa in anticipo rispetto all'orario del rito funebre che era fissato per le 10,30. In questo modo la comunità mirabellese, e le tante persone che sono arrivate dai paesi limitrofi, hanno voluto stringersi intorno a mamma Lidia e alla compagna Sonia per condividere il dolore della scomparsa,a soli 45 anni, dell'amato Samuele Schiavina. L'ex ciclista professionista, compagno di squadra di Pantani e Chiappucci, il 22 settembre scorso era uscito di strada, in sella alla sua moto, in prossimità di Reno Centese mentre stava rientrando dal lavoro. Le sue condizioni, apparse subito gravi, sono poi peggiorate causando il decesso.

Il feretro è arrivato accompagnato dai motociclisti delle "scorte tecniche di Cavarzere". Sono i motociclisti che hanno scortato tante gare ciclistiche amatoriali, a cui Schiavina partecipava dopo il ritiro da professionista, e hanno voluto accompagnare "Samu" anche in questo suo ultimo viaggio.

«Abbraccio i familiari - ha detto don. Roberto Castaldi nell'omelia - a nome di tutta la comunità. Con questo spero di dare il coraggio necessario per superare questo momento di grande dolore. La memoria e la continuità della vita extraterrena di Samuele è legata e fondata sulla morte e risurrezione di Gesù». Il celebrante ha anche ricordato un sogno di mamma Lidia, proprio il giorno dell'incidente, quando ha sognato che in cielo c'erano due grandi luci che sembravano attirare, verso di loro, una più piccola. Samuele ha raggiunto in cielo il papà Giorgio e il fratellino Simone che lo avevano preceduto.

«Caro Samu - hanno detto Michele e Renato suoi gregari nelle gare amatoriali - sei partito lungo e ora noi siamo rimasti senza il nostro velocista. Ci hai chiesto di lanciare la volata più difficile, quella di tirarla senza più averti a ruota».

Marco Margutti ha ricordato che Samuele ha iniziato a correre in bicicletta con La Sancarlese dove il papà Giorgio era uno degli allenatori storici.

«Samuele Schiavina - ha detto Raimondo Soragni per conto della Federazione Ciclistica Italiana della Regione Emilia Romagna - mancherà al ciclismo e a tutti noi. Lassù qualcuno aveva bisogno di un velocista come lui. Lo salutiamo in quest'ultima tappa che comprende partenza ed arrivo senza maglie o abbuoni come premi». Terminato il rito religioso il feretro è stato accompagnato nell'ara crematoria di Ferrara.

Giuliano Barbieri

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