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MAIERO

Muore sei anni dopo il terribile schianto

di Marcello Pulidori
Muore sei anni dopo il terribile schianto

Il 31 luglio 2010 un’auto sventrò la Punto su cui viaggiava anche Margherita Roma. Un’amica morì, lei entrò in coma

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MAIERO. Margherita Roma non c’è più. Se n’è andata il 25 ottobre, mentre era nella sua casa di Maiero. I suoi funerali si svolgeranno domani alle 15 nella chiesa parrocchiale di Maiero, frazione di Portomaggiore. Ma c’è tanto, tanto di più da raccontare su questa splendida ragazza mora col sorriso dolcissimo. Per la verità, per i suoi genitori, per i suoi amici, per chi le voleva bene, Margherita aveva smesso di esserci all’alba di quel maledetto 31 luglio 2010, poco più di 6 anni fa.

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Quella notte calda che volgeva al mattino, alle 4 di quel mattino, vicino ad Altedo, nel Bolognese, una Punto (e su una Punto viaggiava anche Margherita) piombò come un missile sull’auto delle ragazze: una morì, una seconda rimase miracolosamente illesa, Margherita restò ferita in maniera gravissima e venne ricoverata, in coma, all’ospedale Maggiore di Bologna. Dopo alcuni giorni il tempo, purtroppo, arrivò come una sentenza e i medici capirono che Margherita non sarebbe più stata Margherita.

Si trovava in coma vegetativo e soltanto qualcosa di molto simile ad un miracolo avrebbe potuto donarla di nuovo alla sua famiglia. Il sorriso dolce di questa ragazza, malgrado lei ancora viva, quella notte d’estate si spense. Per sempre.

I sanitari dell’ospedale Maggiore di Bologna informarono, ad un certo punto, i genitori sulle condizioni disperate della figlia. Il papà Mario, un commerciante forte come una roccia, l’ha accudita giorno dopo giorno, per 6 anni, assieme alla moglie, fino allo scorso 25 ottobre quando Margherita è volata via. Ma dal quel maledetto 31 luglio di sei anni fa praticamente tutta Maiero si è stretta attorno alla famiglia Roma, ed in tanti avevano sperato che Margherita, nel letto della sua casa, potesse riaprire gli occhi. E riprendersi la sua vita. È andata diversamente.

Ora, quello che questa comunità, che tanto ha saputo dare al papà e alla mamma di Margherita, può ancora fare, è continuare a fare sentire “viva” quella ragazza col sorriso dolce. Immaginare, fare immaginare ai genitori, che Margherita ci sia ancora. E che un giorno forse la rivedranno. Sarà dura. Ma è di questo, crediamo, che i suoi genitori hanno un estremo bisogno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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