Gioia e commozione per il volo di Martina al teatro Fluttuanti
Oltre 300 spettatori per “La vita è un casting” Tanti applausi per la compagnia “Genitori in scena”
ARGENTA. Un sogno può diventare realtà perché sognare, anche ad occhi aperti, non guasta. Anzi: fa bene alla salute. E lo sanno bene coloro che fanno parte della compagnia “Genitori in scena”, quel magnifico gruppo guidato dal Luca Brunazzi che venerdì sera, dopo sei anni, sono tornati a calcare le tavole del teatro dei Fluttuanti con lo scopo di far sognare il pubblico (che tutto sommato non guasta) e, più concretamente, sostenere economicamente quel progetto caro agli argentani meglio conosciuto come “Il volo di Martina”.
Già, Martina. È passato del tempo da quando gli argentani sensibilizzati su una necessità terapeutica, si adoperarono in ogni angolo per sostenere economicamente i lunghi viaggi terapeutici in Cecoslovacchia. Oggi, Martina, è una ragazzina che frequenta le scuole medie e a detta degli insegnanti, ogni giorno che passa, sorprende sempre di più. Però, Martina, continua il suo peregrinare fra costose terapie nella camera iperbarica, con l’ippoterapia e logopedia ed è qui che, un anno fa, col ritorno di Gianna Dirani alla guida del teatro dei Fluttuanti si è rispolverato il progetto “Il volo di Martina”. Una anno di studio da parte di Luca Brunazzi, di notti che ha trascorso davanti ad un computer per la stesura del copione e la regia di quella che è andata appunto in scena venerdì sotto il nome di “La vita è un casting”. Bravi perché, ognuno nella propria parte, ci ha messo l’anima. Ha dato il massimo per rendere umano e attuale i retroscena di un casting. Ci si permetta una preferenza: le giovani cantanti, con le loro performance, hanno mandato in risonanza quelle coronarie per altro già in fibrillazione dalla serata. Semplifichiamo: è stato un successo che andrebbe riproposto. Anzi: è il caso che un patrimonio così, anche se di dilettanti, non vada perduto.
Ma torniamo alla conclusione forse anche inaspettata dagli oltre 300 spettatori presenti; nel 2010, Martina, sostenuta dai genitori Max, Alessandra e il fratello Mattia, salì sul palco. Venerdì sera, c’è tornata, in carrozzina per dire al microfono: grazie. Ma il nodo in gola è diventato ancor più insistente quando nonna Anna Maria, un’instancabile donna forte un Massey Ferguson, ha ringraziato i protagonisti “colpevoli” di «altruismo, sensibilità, generosità e condivisione, mettendosi a disposizione dei più deboli».
Grazie a Gianna Dirani perché «dove non esistono paracaduti Pubblici, è solo la solidarietà, umanità di tutti a permettere a Martina di essere così come è».
Grazie ad Eleonora Campagna sostenitrice del progetto e a fianco di Martina nella scuola. Un saluto affettuoso ai presenti, ai compagni di classe e a la Nuova Ferrara per il lavoro svolto in questi anni. «La disabilità - ha ricordato nonna Anna Maria - è una questione di relazioni, di opportunità, di sguardi e di attenzioni. Ognuno di noi può agire e contribuire a dare a questi “bimbi speciali” il loro progetto di vita».
Giorgio Carnaroli
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