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Il ‘voto’ del web: Ferrara è carissima

Il ‘voto’ del web: Ferrara è carissima

Gli utenti di due siti specializzati nel confronto tra città bocciano i prezzi di cibo, abbigliamento e trasporti. Bene solo la casa

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Ferrara è tra le città più care d’Italia e pure in Europa si “piazza” bene. A dirlo, questa volta, non sono fredde statistiche, con il loro grado elevato di attendibilità, ma le indicazioni degli utenti di due dei più cliccati siti specializzati, che evidentemente non hanno pretese di esattezza “scientifica” ma influenzano le percezioni e le decisioni di migliaia di potenziali visitatori, se non di possibili nuovi residenti. Si tratta di Expatisan.com e Numbeo.com che si concentrano appunto nel confronto tra migliaia di città a livello mondiale, per stabilire qual è la più conveniente per un viaggio o per un trasferimento. I dati sui quali si costruiscono questi confronti sono forniti direttamente dagli utenti dei siti, residenti nelle città interessati o visitatori, e quindi le fonti sono quindi diverse tra loro: colpisce, quindi, che i risultati siano molto simili, quantomeno nel trend di fondo che vede appunto Ferrara perdere molto spesso il confronto della convenienza.

I singoli prezzi non sono “pesati” come succede in un paniere equilibrato, quindi rischiano d’incidere in maniera spropositata voci molto particolari come il pane (il costo della coppia ferrarese batte di gran lunga ogni altra tipologia in Europa), e i dati sono forniti da una platea di utenti che varia da qualche centinaio di diverse migliaia. Resta però l’impressione molto netta lasciata sugli utenti dei siti, che sono rivolti ad un pubblico internazionale.

Prendiamo Expetistan.com, dal quale sono tratti i contenuti della tabella a centro pagina. I confronti con le città vicine sono tutti negativi per Ferrara e se non è certo una sorpresa per Rovigo, colpisce vedersi considerare più cari perfino di Bologna. A livello nazionale, il comparto più penalizzante è il cibo: Ferrara risulta più cara del 29% rispetto a Bologna e del 36% su Reggio Emilia, con i 18 euro del pranzo base (bevande comprese) nel “business district” a penalizzarci quasi universalmente, ma anche latte, pomodoro, mele e patate si comprano meglio un po’ ovunque, in Italia, per non parlare, appunto, del pane (+151% rispetto a Bologna). È probabile che abbiano incidenza soprattutto i prezzi del centro storico. L’unico ambito nel quale Ferrara risulta più conveniente è la casa, considerando insieme gli affitti, il costo delle utenze, servizi come Internet, elettrodomestici e beni vari. Può avere un’influenza positiva sui visitatori il fatto che anche alla voce intrattenimenti i confronti siano premianti, anche se in questa categoria rientrano oltre ai biglietti di teatro, cinema e costi delle palestre, anche cappuccino e pranzo al pub.

Il trend di fondo non cambia nemmeno prendendo come pietra di paragone le grandi città italiane (Milano e Roma) e internazionali, visto che le notoriamente carissime Parigi, Londra e New York mostrano differenze importanti ma non abissali nel carovita, mentre siamo a livelli simili a Bilbao o Nizza.

Anche su Numbeo sono possibili confronti diretti tra città, ma in più è possibile costruire delle vere e proprie classifiche a tutti i livelli (mondiale, europea, sud europea...) del carovita.

Il confronto con Bologna mostra risultati simili a Expatistan, visto che Ferrara risulta più cara nei prezzi al consumo, nei ristoranti e nell’abbigliamento, mentre l’unica voce positiva è rappresentata dagli affitti. Così il potere di acquisto in città risulta inferiore del 16,39% rispetto al capoluogo regionale. Anche in questo sito a pesare è soprattutto il cibo, da quello lavorato alle materie prime, i confronti risultano però meno significativi per via del numero inferiore di contributi provenienti da Ferrara da parte degli utenti. Risulta di fatto sicuramente sovrastimato il carovita in città, come si evince anche dal ranking mondiale di moltissimo prodotti e servizi, che sono classificati tra i prezzi «molto alti», spesso addirittura tra i primi dieci delle graduatorie del Sud Europa: in alcuni dei casi la verosimiglianza è molto dubbia.

Può essere un problema soprattutto a livello di promozione turistica, visto che un maggior riequilibrio della posizione di Ferrara avrebbe sicuramente un effetto positivo sulla capacità di attrazione.

Stefano Ciervo

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