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Profughi a quota mille «Il sistema sta reggendo»

Profughi a quota mille «Il sistema sta reggendo»

L’assessore Sapigni: non ci sono stati disastri ma il peso va redistribuito Martedì Toselli (Cento) dal prefetto. Le nigeriane di Gorino alla festa del Barco

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Altri 11 richiedenti asilo, gli ultimi della serie, sono arrivati ieri a ora di pranzo in città e sono già stati smistati nei ricoveri provvisori in giro per la provincia. Si tratta di quattro donne e sette uomini, che hanno fatto salire il numero dei profughi ufficialmente ospitati in provincia di Ferrara a quota 991. Siamo quindi vicini alla soglia psicologica di mille ospiti, che dovrebbe essere raggiunta già la prossima settimana: «Attendiamo altre ripartizioni da Bologna, anche se non sappiamo nè quanti nè quando» conferma l’assessore Chiara Sapigni. Si è insomma avverato l’auspicio di don Domenico Bedin, che nel marzo 2015, quando i richiedenti asilo in provincia erano appena 352, aveva scritto in una lettera aperta: «E se diventassero mille? Ritengo che sia forse la più grande opportunità che ci poteva succedere». La lettera suscitò un vespaio di polemiche, e lo stesso arcivescovo Luigi Negri zittì il prete di frontiera, autorizzando i soli vertici della Caritas a parlare della questione.

Allora quota mille sembrò quasi una provocazione, oggi è una realtà. «In pochi mesi siamo passati da 600 a mille persone ospitate - è la riflessione di Sapigni - e bisogna prendere atto che il sistema dell’accoglienza ha retto. Non ci sono stati disastri, certo è necessario che il peso di questa accoglienza sia meglio ripartito tra i Comuni». A questo proposito per martedì è previsto un incontro tra il sindaoco di Cento, Fabrizio Toselli, e il prefetto. Su di un altro tema sollevato molto più di recente da don Bedin, la necessità di cominciare a seguire i migranti che escono dal programma di accoglienza e restano di fatto per strada, l’assessore è prudente: «Per ora si tratta di pochi casi, coloro che hanno visto bocciare la richiesta di protezione oppure decidono di restare con i documenti in regola. Situazione diverse che in città diverse associazioni stanno cominciando ad affrontare, in altri Comuni non mi risulta».

Fiocco rosa intanto nella comunità nigeriana dei richiedenti asilo. Una delle ragazze giunte nelle scorse settimane in provincia ha partorito al Sant’Anna di Cona una bambina, entrambi sono già state dimesse. Si è ancora in attesa, invece, della nascita di Michael, il bimbo di una delle dodici ragazze anch’esse nigeriane che dovevano essere ospitate a Gorino. Ieri le ragazze sono state ospiti della festa al centro sociale Barco. (s.c.)

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