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Cappella degli italiani La rinascita è tutta made in Cento

Cappella degli italiani La rinascita è tutta made in Cento

La società Ahrcos si occupa delle opere esterne e interne per restituire lo storico edificio allo splendore di un tempo

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CENTO. I tecnici della ditta centese Ahrcos, scoprono i tesori segreti della Cappella degli italiani, nel centro storico di Praga. Durante i lavori di consolidamento e restauro affidati all’impresa centese, emergono due involucri nascosti sopra il lampadario centrale e nel campanile della Cappella. All’interno documenti che illustrano la storia della congregazione italiana a Praga, inviti alle celebrazioni per i 300 anni della fondazione della congregazione e monete dell'Ottocento. Dopo oltre 20 anni di degrado, è stata completata nella capitale della Repubblica Ceca, la prima fase dei restauri della Cappella degli italiani. Gli interventi hanno riguardato facciata, tetto, portale e cancello barocco del monumento di proprietà dello Stato italiano. L'annuncio è stato fatto giovedì dall'ambasciatore d'Italia a Praga, Aldo Amati, che ha dato il via ad un intervento dal costo di circa 900mila euro, a cui contribuiscono il ministero degli Affari Esteri italiano, il ministero della Cultura ceco, il Comune di Praga 1, la Chiesa greco-cattolica e sponsor privati italiani e cechi. Citati Siad, Ahrcos, Brembo e Generali. A metà novembre inizierà il restauro dell'interno e degli affreschi, con lavori affidati ancora una volta agli specialisti della Ahrcos di Cento. La riapertura della Cappella situata nello "Staré Mesto", il centro storico della capitale ceca, è prevista tra 8-10 mesi. Secondo fonti storiche, la "Cappella dell’Assunzione della Vergine Maria", annessa al complesso gesuitico di Klementinum, è stata costruita tra il 1590 e il 1597 in stile manierista da Domenico Bossi sulla base del progetto di Ottaviano Mascarino. Centro spirituale della comunità italiana a Praga, dal 1810 la Cappella è proprietà dello Stato italiano. La progettazione, l’analisi storica e l’esecuzione di tutti i lavori di consolidamento e restauro sono stati affidati alla centese Ahrcos, eccellenza nel campo del restauro del patrimonio architettonico. Come spiega Alessandro Battaglia, l’amministratore della società, durante i lavori di rifacimento della copertura a campana, i tecnici di Ahrcos hanno rinvenuto due “involucri” sigillati sopra il lampadario centrale e nel campanile della Cappella. Gli involucri sono stati aperti nei giorni scorsi nei saloni del palazzo Thun-Hohenstein, la sede dell’ambasciata italiana, mostrandone per la prima volta il contenuto al pubblico.

«La società vanta grande esperienza - spiega Battaglia nel recupero di edifici storici con vincoli culturali e artistici sia in Italia, dove esegue numerosi restauri di luoghi di culto, sia a Praga, dove ha lavorato a diversi progetti». Battaglia racconta poi come è stato possibile battere una concorrenza locale altamente qualificata e preparata, ottenendo l'affidamento dei lavori: «La specializzazione e il bagaglio culturale dell’impresa hanno permesso, con strumenti qualificati e la collaborazione con l’Università, di studiare le metodologie di intervento più adeguate». La Cappella degli Italiani del resto, prosegue l'amministratore dell'impresa centese, rappresenta «un monumento di rilievo mondiale, un autentico gioiello artistico e architettonico di Praga. Anche per questo, il nostro progetto di recupero, analizzato con molta attenzione dagli esperti della Sovraintendenza delle belle arti, che ha mostrato un approccio molto interessato alle nostre metodologie, alla fine è risultato vincente».

Beatrice Barberini

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