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Mense scolastiche, Emilia Romagna e Ferrara fra le più care

I dati del rapporto "Save The Children"

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BOLOGNA. In otto regioni italiane, più di un bambino su due non ha accesso al servizio. E su 45 comuni (capoluoghi di provincia) esaminati, 11 non prevedono alcuna esenzione fissa per le famiglie in difficoltà, tre neanche su segnalazione dei servizi sociali; altri 26 comuni, invece, limitano le agevolazioni ai soli residenti.
Nel campione esaminato da Save The Children solo 15 comuni su 45, comunque, garantiscono l'esenzione totale dal pagamento dalla retta per il terzo figlio, sempre nel caso di famiglie disagiate. Ma soprattutto, prosegue Save the Children con le sue simulazioni, "17 comuni su 45 prevedono una retta superiore ai 100 euro al mese per le famiglie con un figlio unico e un reddito più alto, in media cinque euro a pasto".

Le tariffe più alte, si legge ancora nel report, risultano applicate dai comuni di Modena e Reggio-Calabria (cinque euro), Bologna (5,2 euro), Bergamo (5,5 euro), Piacenza e ancona (5,56 euro), Genova (5,62 euro), Brescia (5,78 euro), Ravenna (5,78 euro), Forlì (5,85 euro), Rimini e Palermo (6 euro), Reggio Emilia (6,13 euro), Parma (6,42 euro), Torino (6,45 euro), Ferrara (6,7 euro) e Livorno (6,71 euro). E ancora: i comuni di Bergamo, Forlì, Parma riferiscono che quasi il 100% del costo del servizio mensa è a carico delle famiglie, mentre nei comuni di Siracusa, Reggio Calabria e Andria le famiglie stesse coprono rispettivamente solo il 20%, 31% e 32% della spesa.
 

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