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«Come passò Pier Paolo le sue ultime ore?»

«Come passò Pier Paolo le sue ultime ore?»

Nuovi particolari sulla morte di Minguzzi, carabiniere ucciso nel 1987. Altro appello degli avvocati

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CODIGORO. Emergono nuovi particolari sulla morte di Pier Paolo Minguzzi, carabiniere di leva trovato morto in località Ca’ Rossa (Codigoro) l’1 maggio 1987. A comunicarlo sono gli avvocati Paolo Cristofori, Luca Canella e l’investigatore Davide Tuzzi. «Stiamo scavando nella vita privata di Pier Paolo. Le testimonianze dei commilitoni vanno bene ma vogliamo sapere qualcosa di più sulle sue frequentazioni al di fuori della caserma». Minguzzi, che all’epoca della morte era poco più che ventenne, viveva ad Alfonsine ed era carabiniere di leva nella caserma di Mesola. «Uno degli elementi che stiamo cercando di ricostruire - spiegano i legali - riguarda la sera di venerdì 18 aprile 1987. Minguzzi disse ai suoi commilitoni che sarebbe andato a una festa di laurea a Casal Borsetti nel Ravennate. Ma quella festa ci fu davvero? E ancora, Minguzzi riferì che i tre giorni di permesso (sabato, domenica e lunedì, ndr) li avrebbe passati al lago di Garda». Queste dichiarazioni, emerse da recenti studi, non trovano o meglio, al momento non hanno ancora trovato nessun riscontro. «Pare che nessuno sapesse di questa gita al lago di Garda, ci doveva andare davvero? Era una scusa? Perché dire che se ne sarebbe andato quando invece rimase con la fidanzata per tutto il tempo?». L’auto di Minguzzi, una Golf rossa, venne ritrovata in via dei Mille ad Alfonsine. «C’erano le chiavi ancora inserite e la radio, come si usava un tempo, era sotto il sedile. Forse il ragazzo si incontrò con qualcuno, forse sarebbe dovuto essere un incontro breve che poi degenerò». Sono tutte supposizioni. Non si può escludere l’ipotesi di un sequestro finito male. La famiglia di Minguzzi era facoltosa e una richiesta di riscatto, effettivamente, nei giorni successivi alla scomparsa arrivò. «Chiesero 300 milioni di lire, una cifra tutto sommata bassa per un riscatto. E comunque - affermano legali e investigatore - l’autopsia dice che la morte di Minguzzi risale alla sera del rapimento e cioè a lunedì 21 aprile. E allora perché chiedere un riscatto pur sapendo che il giovane era già morto?». Da qui il nuovo appello: «Chiunque sappia qualcosa di quella festa di laurea, reale o presunta, e di quei tre giorni al lago di Garda, anch’essi reali o presunti, si rivolga a noi; ci aiuti a fare chiarezza sulla morte di Pier Paolo Minguzzi». In caso di segnalazioni chiamare Securteam: 0532.1864300, 340.3765267. Anonimato garantito.

Samuele Govoni

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