«L’assessore ci ha diffamati»
Le coop Colamo e La Valle non ci stanno: sappiamo comportarci
COMACCHIO. «Abbiamo avuto modo di leggere la replica dell’assessore Caselli in riferimento allo stato di fatto della soc.coop. "Co.al.mo" e "La Valle" in ordine alla rappresentanza delle stesse nei tavoli regionali e, soprattutto ad un accesso agli atti inevaso dalla Regione e vorremmo fare delle precisazioni». A parlare sono i rappresentanti delle cooperative in questione. «Relativamente al mancato accesso agli atti che ci corre l'obbligo di intervenire, perché crediamo che l'assessore sia sta male informata dai propri uffici. L'istanza di accesso agli atti è stata presentata dalle scriventi cooperative mediante la Rete d'Impresa cui aderiscono (Repubbliche Marinare), soggetto avente interesse giuridicamente rilevante relativamente ai documenti; nel caso realmente la richiesta fosse stata irregolare o incompleta così come afferma l'assessore Caselli, la Regione avrebbe dovuto comunicarlo al soggetto richiedente entro 10 giorni (cosa che non è avvenuta); il rifiuto o il differimento dell'accesso deve essere motivato e nessun ente pubblico può arrogarsi, d'imperio, il potere di negare un atto senza comunicarne le ragioni al richiedente: anche in questo caso, nessuna comunicazione è mai giunta da parte della regione. Le richiedenti cooperative hanno già attivato ufficialmente in data 7 ottobre l'Istututo del Difensore Civico Regionale, il quale, da noi sollecitato, ha assicurato che sta procedendo per le nostre ragioni». «Anche in questo caso - continuano - il comunicato stampa della regione non ha fatto altro che peggiorare le cose, perché se fino ad oggi eravamo intenzionati ad attendere lo sviluppo della vicenda, dato il trattamento riservatoci, procederemo legalmente sia in sede amministrativa quanto presentando querela contro ignoti per violazione della normativa all'accesso agli atti amministrativi e alla trasparenza».
Per ultimo, «nel comunicato attribuito all'assessore, il passaggio in cui viene ribadito che da parte della regione "nessun rifiuto di accesso agli atti quando formulato in modo corretto", lascerebbe intendere che il mancato accesso dipenda da un difetto di formulazione delle richiedenti cooperative, suggerendo altresì come a fronte di una certa pretenziosità nell'avere accesso ai documenti, le soc.coop. non sarebbero neppure in grado di formulare la richiesta in maniera adeguata. A tale proposito, è stato dato mandato ai nostri legali di valutare la sussistenza degli estremi della diffamazione».
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